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Venerdì 24 Novembre 2017 - Aggiornato alle 0:31 - Lettori online 344
ACATE - 24/11/2016
Cronache - Operazione antidroga congiunta tra polizia di Vittoria e Niscemi

VIDEO Piantagione di marijuana. Un arresto

La piantagione era estesa su un impianto serricolo di oltre 5 mila metri quadrati in contrada Dirillo Foto Corrierediragusa.it

Faceva la guardia alla sua piantagione di marijuana "tecnologica" del tipo «Skunk» estesa su un impianto serricolo di oltre 5 mila metri quadrati in contrada Dirillo, in territorio di Acate (vedere video servizio Canale 74)


Il proprietario e “guardiano” delle piante di droga finito in manette è il 57enne Giovanni Rubbino, con precedenti penali per reati in materia di armi, nonché contro il patrimonio e la persona. La polizia di Vittoria e Niscemi ha accertato che la coltivazione veniva portata avanti con le più aggiornate tecniche agronomiche. Le piante di marijuana, disposte in filari regolari, erano mimetizzate trai filari di piante di pomodoro posti sui lati perimetrali dell’impianto serricolo, in modo tale da impedire che dall’esterno si potesse scorgere qualcosa di sospetto. Al termine dell’operazione antidroga condotta all’alba di giovedì, la polizia ha accertato che Rubbino aveva stipulato un contratto di affitto registrato all’agenzia delle entrate di Vittoria dell’azienda agricola utilizzata come copertura per la piantagione di droga, il tutto all’insaputa degli effettivi proprietari della struttura, ovvero alcune persone di Niscemi, risultate estranee alla vicenda.

All’interno delle serre sono state rinvenute più di 7 mila 200 piante coltivate da circa due mesi e prossime alla raccolta, in quanto già sviluppate con rigogliose infiorescenze e quindi con il massimo contenuto di principio attivo per le dosi da smerciare al dettaglio. Il peso medio di ciascuna pianta era di 650 grammi e quindi si stima una quantità di marijuana verde del peso di circa quattro tonnellate e mezzo, che, una volta essiccata, ne avrebbe prodotto mille 500 chili con un cospicuo guadagno nello spaccio. Si sarebbero potute ricavare circa un milione 500 mila “canne”, che, al dettaglio,avrebbero potuto fruttare oltre un milione di euro.

Rubbino utilizzava un moderno sistema di videosorveglianza per tenere sotto controllo la coltivazione e la zona circostante. Un accorgimento che non è bastato a sottrarlo all’arresto. L’uomo è stato condotto nel carcere di Ragusa mentre l’appezzamento di terreno e le coltivazioni illecite sono state poste in sequestro.