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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:51 - Lettori online 297
ACATE - 26/07/2016
Cronache - Il responsabile dell’attività illecita è stato denunciato

Bazar del falso scoperto ad Acate

Erano disponibili capi di abbigliamento ed accessori dei più noti marchi, sportivi e non Foto Corrierediragusa.it

E’ un’autentica attività del falso, se ci passate il gioco di parole, quella scoperta nel piccolo comune ibleo di Acate dalla guardia di finanza, che ha sottoposto a sequestro gli ampi locali dove la produzione di abbigliamento e accessori griffati, ma anche rigorosamente taroccati, proliferava a livello industriale, con decine di migliaia di articoli esportati anche all’estero. Erano 250 i marchi famosi registrati illecitamente, tra cui spiccavano i brand delle più famose squadre di calcio della serie A, da Juve a Milan, ma anche di club internazionali quali Real Madrid e altre squadre della Uefa Champions League o le nazionali dei recenti Europei di Francia. L’attività illegale comprendeva anche griffe di note case automobilistiche, da Alfa Romeo a Porsche e Bmw, passando per i più noti marchi di moto quali Aprilia e Ducati, per finire anche con t-shirt dedicate ai cantanti più popolari, italiani e stranieri. Tutto questo violando i marchi protetti da diritti di privativa industriale, di cui il titolare dell’attività illegale era sprovvisto di qualsiasi autorizzazione per la riproduzione e lo sfruttamento commerciale. L’impresa, come accennato, operava anche al di fuori dei confini nazionali grazie all’utilizzo di numerose piattaforme informatiche per la commercializzazione via internet, tutte sequestrate dalle fiamme gialle assieme a merce e locali. Sono stati oscurati anche un paio di siti web tramite cui era possibile l’acquisto della merce online direttamente da casa.

Si poteva prenotare anche tramite apposite pagine create su Facebook, Twitter o Instragram, o con le app per smartphone disponibili su Android ed Apple, senza escludere anche i popolari servizi di messaggistica istantanea con in testa Whatsapp. Insomma, il titolare dell’attività illecita era decisamente al passo coi tempi, avendo pensato proprio a tutto, tranne che al blitz dei finanzieri che hanno bloccato tutto, denunciando il responsabile alla procura iblea per il reato di contraffazione. E’ bene ricordare che anche chi acquista prodotti contraffatti rischia una sanzione da 100 fino a 7 mila euro.