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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:08 - Lettori online 839
ACATE - 08/07/2014
Cronache - Un concentrato di ciarpame scoperto dalla guardia di finanza

VIDEO - Autofficina e discarica all´insaputa del padrone!

Si trattava di un’attività abusiva «fai da te» gestita da Y.B., 35 anni, di origini marocchine Foto Corrierediragusa.it

Meccanico marocchino utilizza un’area di 600 metri quadri in territorio di Acate adibendola a pericolosa discarica abusiva all’insaputa del proprietario, un acatese di 46 anni. Sono stati denunciati entrambi, il marocchino per ricettazione e discarica abusiva, il proprietario per illecito.



A scoprire la discarica, la Guardia di finanza della Tenenza di Vittoria, che ha messo i sigilli a un’area di 600 mq, utilizzata dal meccanico per svolgere attività lavorativa o commercializzare pezzi di ricambio usati. In diversi punti la zona era stata adibita a discarica abusiva. Sono stati inoltre sequestrati 18 autoveicoli di varie marche, la maggior parte privi di documenti poiché rottamati; circa 4mila chili di ricambi usati per auto e camion; circa 5mila chili di rottami ferrosi e 4mila chili di scarti da demolizione. L’attività di polizia giudiziaria ha preso spunto durante una ricognizione delle campagne acatesi, quando i militari hanno notato un casolare frequentato da diversi soggetti, in maggioranza immigrati. Lo stabile era circondato da rottami e altro materiale ferroso.

Le pattuglie si sono avvicinate rendendosi conto che si trattava di un’officina “fai da te” gestita da Y.B. di 35 anni di origini marocchine. L’uomo ha dichiarato di svolgere in quel luogo l’attività di meccanico, dimostrando addirittura ai finanzieri di possedere regolare partita iva. Giustificazioni inutili, poiché buona parte dell’area era stata adibita a discarica abusiva: automobili dismesse, olii esausti versati sul terreno, cumuli di scarti da demolizione, bottiglie di vetro, tracce di altri rifiuti dati alle fiamme e soprattutto centinaia di kg di pezzi di ricambio per auto e camion; i migliori erano conservati all’interno dell’immobile, probabilmente pronti per essere venduti. I restanti ricambi, ormai vecchi o inservibili, erano stati abbandonati nelle immediate vicinanze dello stabile, addirittura in un vecchio garage.