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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 14:58 - Lettori online 952
ACATE - 27/02/2013
Cronache - Danneggiato un coltivatore diretto marocchino

Zolfo "brucia" 10mila metri di serre

La reazione chimica non ha risparmiato neppure una piantina

Stavolta per mandare in fumo 10mila metri quadrati di serre coltivate a pomodoro i malviventi non si sono serviti del fuoco, ma dello zolfo. Una modalità atipica ma radicale. E’ stata difatti una reazione chimica a bruciare nella notte le piante di proprietà di un coltivatore diretto di nazionalità marocchina, da anni residente ad Acate. Dai rilievi effettuati dai Carabinieri in contrada Boscogrande, dove insistono decine di serre , tra cui quelle attaccate con lo zolfo, si evince il dolo del gesto intimidatorio, che ha causato danni per alcune migliaia di euro. Un’intera produzione di pomodori è andata difatti bruciata, visto che la reazione chimica causata dallo zolfo nelle serre non ha risparmiato neppure una piantina.

Il marocchino, ridotto quasi sul lastrico, è stato sentito dai militari, ai quali avrebbe riferito di non aver ricevuto minacce o richieste estorsive. Tuttavia i militari della stazione di Acate e della compagnia di Vittoria stanno indagando nell’ambito del settore agricolo, ipotizzando magari una sorta di concorrenza sleale ai danni del marocchino, sfociata nella distruzione delle piantine di pomodoro con l’utilizzo dello zolfo. Era stato lo stesso coltivatore diretto ad accorgersi del disastro all’alba, quando si era recato nelle serre per lavorare. E’ la prima volta che una reazione chimica del genere è utilizzata nel Ragusano per bruciare le coltivazioni in serra. Un metodo più sofisticato ma comunque dannoso proprio come le fiamme.