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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:11 - Lettori online 1711
ACATE - 11/07/2012
Cronache - Trasportatore di carburante fermato nei pressi di Acate

La Finanza blocca autocisterna con 23mila litri di gasolio

L’autocisterna doveva essere vuota, invece conteneva un residuo di 21mila litri di gasolio. A chi era diretto? Denunciato catanese
Foto CorrierediRagusa.it

La differenza aritmetica fra lordo e netto ai militari della Guardia di finanza non quadra. Sembra lo svolgimento di un problema scolastico: se la tara dell’autocisterna può contenere circa 30mila litri di gasolio, che doveva essere scaricato per intero presso un’azienda di Augusta, perché i finanzieri hanno trovato della quantità in più nella cisterna? I conti non sono quadrati neanche allo sbalordito autista catanese, P.A., cinquantenne, convinto di viaggiare scarico mentre trasportava un altro tesoretto di «oro nero» in fondo alla pancia della cisterna. E’ probabile che il rimanente carburante, circa 23mila litri, non scaricato nell’augustano stesse per andare a finire, in nero, in qualche altro deposito abusivo di carburanti in territorio di Acate. E’ quello che pensano gli inquirenti della Guardia di finanza. E ipotizzano il reato di evasione di accise a carico del conducente dell’autocisterna, che poi sarebbe il marito della titolare di una ditta di carburanti di Augusta.

L’autocisterna è stata fermata e controllata nelle campagne di Acate. Ricostruendo tutte le fatture e le bolle d’accompagnamento in possesso dell’autista, i finanzieri sostengono che il camion non doveva trovarsi ad Acate, ma ad Augusta completamente scarico. Invece girovagava per Acate, per raggiungere un deposito dove scaricare il carburante. Forse in nero, senza pagare l’accise, che per ogni litro di carburante è molto consistente, quella che sta dissanguando praticamente le tasche degli automobilisti che pagano la benzina più cara della coca cola.

L’autista è stato denunciato a piede libero. Dovrà adesso spiegare un paio di perché: non ha svuotato la cisterna ad Augusta, perché ha scaricato solo parte del carburante e dove doveva scaricare la quantità eccedente. I finanzieri dicono poco ma hanno giù le idee chiare sul lungo viaggio Augusta-Acate e sul destinatario del carburante.

Sul commercio del carburante ci sarà un giro di vite, fanno sapere i finanzieri. In questi giorni sono stati accentuati i controlli in molti depositi, nelle autocisterne che circolano per le strade e soprattutto nei molti rifornimenti verso i quali si nutrono sospetti di truffe alla pompa ai danni di ignari automobilisti che a causa di una cattiva e dolosa regolazione del conta litri subiscono invisibili salassi, come già successo in altre città della Sicilia. Insomma, dopo la droga nelle serre, le illegalità al mercato, i falsi invalidi, le evasioni milionarie di ricchi sfondati e nullatenenti al fisco, dell’aeroporto che non decolla, è giunta l’ora che i finanzieri si occupino anche di carburante dando un occhio alla pompa e alla vendita all’ingrosso.