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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:21 - Lettori online 1440
ACATE - 07/05/2011
Cronache - L’indagine della Guardia di finanza e della Procura di Ragusa

Archiviata l´inchiesta sull’azienda «Feudo Arancio»

Dopo il dissequestro avvenuto il 26 ottobre 2010, il gip di Trento, che ha agito per competenza territoriale si è pronunciato per l’archiviazione

Archiviata l´inchiesta giudiziaria sul Feudo Arancio e, in particolare, sul fabbricato cantina-agroindustriale di Acate della Future tecnologie agroambientali srl, sequestrata dalla Guardia di finanza nel luglio dello scorso anno. L’archiviazione è stata decisa dal gip del tribunale di Trento. L´inchiesta era nata da un´indagine proprio della Guardia di finanza, coordinata dalla Procura di Ragusa, e ipotizzava l´utilizzo di denaro pubblico per compravendite fittizie. Otto le persone coinvolte nei confronti delle quali è caduta l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa in danno dello Stato e dell´Unione Europea.

Nello specifico, l´azienda di cui Fabio Rizzoli è amministratore delegato era accusata di avere acquistato la cantina del Feudo Arancio da una società appartenente al suo medesimo gruppo societario. Si tratta del Gruppo cooperativo del settore vinicolo e frutticolo trentino Mezzacorona, di cui amministratore delegato era stato lo stesso Fabio Rizzoli. Da qui il sequestro della struttura poi dissequestrata lo scorso 26 ottobre con l´ordinanza del Tribunale di Trento. Contestualmente era stata disposta la restituzione alla società, della somma di 1,455 milioni di euro equivalente alla terza tranche di contributo pubblico.

Il sequestro riguardava l´intera azienda vinicola e denaro contante per complessivi quattro milioni di euro posto in uno dei feudi che da decenni rappresentano interessi storici di Cosa Nostra. Già in fase di indagine Rizzoli aveva affermato che "le ipotesi accusatorie di truffa erano assolutamente infondate e frutto in una lettura non corretta di quanto avvenuto in sede di acquisto dei beni da parte della società ". L´ex amministratore delegato del Gruppo cooperativo del settore vinicolo e frutticolo trentino Mezzacorona, aveva inoltre precisato che "né la società né personalmente abbiamo mai avuto alcun rapporto o attività con società e persone ritenute mafiose".