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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 959
ACATE - 25/04/2011
Cronache - Acate: rapina sfocia nel sangue in contrada Macconi

Tunisini tentano di uccidere 2 connazionali per 550 euro

Martellate, bastonate e fendenti di bottiglie di vetro rotte per sottrarre i soldi a due tunisini. I carabinieri li arrestato dopo un breve inseguimento

Tentato omicidio, rapina a mano armata, lesioni personali gravi e porto abusivo di arma impropria. E’ successo nelle campagne di Acate, sempre in contrada Macconi, fra soggetti tunisini e un marocchino la notte fra il 24 e 25 aprile. I militari dell’Arma di Vittoria e di Acate, coordinati dal tenente Guido Cioli, sono intervenuti in tempo per soccorrere i feriti e arrestare gli aggressori autori di tentato omicidio e rapina a mano armata. Sono Majer Turkia, 27 anni, e Ben Assine Mdallel, 28 anni, senza fissa dimora domiciliati ad Acate, uno irregolare e l’altro con permesso di soggiorno.

I carabinieri sono stati informati da una telefonata anonima intorno alla mezzanotte. Sul luogo della battaglia, due tunisini feriti a terra sporchi di sangue al volto e alla testa e altri due che alla vista dei militari hanno tentato la fuga senza successo. E’ stato richiesto l’intervento del «118» per soccorrere il più giovane dei due, N.S., 25 anni, privo di coscienza per le ferite riportate: ha subito trauma cranico con ferite lacero contuse ed escoriazioni multiple alla testa. E’ stato ricoverato in ospedale con prognosi riservata, ma stamani s’è ripreso. L’altro immigrato A.B., 33 anni marocchino bracciante, riportava ferite lacero contuse ed escoriazioni varie al volto con una prognosi di otto giorni salvo complicazioni.

Le due vittime erano state da poco oggetto di rapina e ferite varie. Uno aveva subito la rapina di 500 euro e l’altro di 50 euro. Per farsi dare i soldi, i due maviventi non hanno esitato ad assestare martellate, bastonate e fendenti con bottiglie di vetro rotte. Turkia e Ben Assine sono già a disposizione dell’autorità giudiziaria nel carcere di Ragusa per essere processati per direttissima.