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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:55 - Lettori online 1433
ACATE - 04/08/2010
Cronache - Acate: la contromossa dell’amministratore delegato dell’azienda vinicola

Feudo Arancio: Rizzoli ricorre al tribunale della libertà

L’inchiesta della Procura di Ragusa vede indagate 8 persone con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato e della Comunità europea

Ha inoltrato ricorso al Tribunale della Libertà di Ragusa l´amministratore delegato della Feudo Arancio Fabio Rizzoli contro il sequestro preventivo per equivalente, fino a un massimo di quasi 3 milioni di euro, di un immobile dell´azienda vinicola di Acate eseguito dalla Guardia di Finanza nell´ambito dell´inchiesta della Procura di Ragusa che vede indagate 8 persone con l’accusa di
associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato e della Comunità europea. Il caso sarà esaminato il 20 settembre dai giudici. Nel frattempo l’amministratore delegato Rizzoli rigetta le accuse.

Intanto sono scesi in campo i 142 dipendenti del Feudo Arancio
di Acate e Sambuca di Sicilia con una lettera in cui scrivono d’essere stati assunti con contratti regolari, con tanto di contributi versati e quant’altro previsto per legge, escludendo in maniera categorica presunti legami con ambienti malavitosi. Sulla vicenda interviene il comandante provinciale della Guardia di Finanza Francesco Fallica, che sta conducendo personalmente le indagini sulla Feudo Arancio. "Le indagini - ha tagliato corto Fallica - sono state condotte in maniera scrupolosa e nel rispetto dei lavoratori. Pagare i contributi - conclude il comandante provinciale - è un dovere dei datori di lavoro".