La maggioranza è unita e vota il piano casa. Il disegno di legge è passato con i 54 voti di Mpa, Pdl Sicilia e Pd e di Totò Cintola dell’Udc che è è ufficialmente dissociato dal suo gruppo.
Il provvedimento dà la possibilità di ampliare le abitazioni fino al 20 per cento del loro volume, purché in presenza di riqualificazione dell´immobile: gli interventi potranno interessare edifici mono e bifamiliari, o uffici. L´ampliamento non potrà comunque superare i 200 metri cubi.
Restano esclusi gli immobili parzialmente o interamente abusivi, anche se sanati. La percentuale di ampliamento può invece arrivare fino al 35 per cento in caso di demolizione e ricostruzione della struttura, purché si utilizzino fonti di energie rinnovabili e tecniche costruttive di bioedilizia.
Gli interventi riguardano gli edifici ultimati entro il 31 dicembre 2009 e sono subordinati alle verifiche sulle condizioni statiche dell´intero edificio e all´eventuale adeguamento strutturale in caso di mancato rispetto dei criteri di sicurezza antisismica. Il piano prevede inoltre la possibilità, per i privati, di realizzare parcheggi sotterranei in aree destinate a verde pubblico, purché si provveda contestualmente all´arredo a verde attrezzato dell´area in superficie.
Dal momento di entrata in vigore della legge, i comuni hanno 120 giorni di tempo per limitare o escludere interventi in determinate zone del proprio territorio: dopodiché si avranno 24 mesi di tempo per presentare le istanze. Visti i tempi di approvazione degli enti locali è presumibile pensare che l’individuazione delle aree da parte dei consigli comunali non avverrà prima dell’estate. La Sicilia è stata l´ultima regione italiana a varare il piano casa.
Dal punto di vista politico l’approvazione del piano casa segna un punto a favore del governo Lombardo che ha scommesso sul disegno di legge ed ha dovuto superare l’opposizione interna del Pdl lealista che in aula con i suoi 12 parlamentari presenti si è astenuto.