L’Ars ha approvato la mozione di censura contro l’assessore alla Sanità Massimo Russo (nella foto).
L’assessore tuttavia ha confermato che non intende dimettersi: «Rimango al mio posto, perché sapevo che l´approvazione sarebbe stata un´ipotesi possibile. Lo dico però a tutti i siciliani: l´assessore Russo è censurato dagli stessi parlamentari che hanno tollerato Villa Santa Teresa (la clinica dell´imprenditore Michele Aiello condannato per mafia), i rimborsi gonfiati, i retrobottega senza mai muovere una critica o censura». La mozione è stata presentata dal Pdl e dal Pid e si è votata per alzata. Durante la seduta alcuni deputati della maggioranza hanno abbandonato l’aula in segno di censura nei confronti del presidente della assemblea anche se il deputato Pd, Roberto Ammatuna è rimasto al suo posto così come tutto il gruppo Udc che ha garantito così il numero legale.
Per Mpa e Pd la mozione approvata non ha alcun valore politico perché è espressione solo di una minoranza dell’aula.Duro il commento di Carmelo Incardona (FdS): «La maggioranza si sottrae al confronto parlamentare dimostrando di condividere il giudizio negativo sulla gestione fallimentare della Sanità siciliana portata avanti dall´Assessore Massimo Russo per conto del Presidente Lombardo.Esprimo soddisfazione per il grande senso di responsabilità manifestato dal gruppo parlamentare dell´Udc che, nonostante sia organico alla maggioranza di questo Governo, non fuggendo davanti al dibattito d´aula, ha consentito che si svolgesse la naturale attività democratica che è demandata al Parlamento Siciliano dai nostri elettori.
L´Ars ha avuto il numero legale necessario al voto grazie a loro ed a qualche deputato del Partito Democratico che, evidentemente, avevano di che lamentarsi. Mpa non ha avuto il coraggio di stare in aula a sostenere il proprio assessore. Il Presidente della Regione, dunque sia adesso consequenziale e revochi la delega all´assessore Russo oppure sia quest´ultimo a togliere tutti dall´imbarazzo dimettendosi».