Con l´arresto di Cateno De Luca sono complessivamente 27 su 90 i parlamentari regionali siciliani che sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla magistratura per una serie di reati che vanno dalla corruzione e concussione al peculato, dalla truffa all´abuso d´ufficio e falso.
Tra di loro anche il governatore Raffaele Lombardo, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa: lo stralcio della sua posizione da parte della procura sarebbe però propedeutica alla richiesta di archiviazione. Nella quindicesima legislatura gli ordini di custodia cautelare hanno raggiunto finora quattro deputati.
Oltre a De Luca sono finiti in manette: il deputato del Pid Fausto Fagone, arrestato per concorso esterno, nell´ambito dell´inchiesta catanese "Iblis"; Gaspare Vitrano del Pd, accusato di avere intascato una tangente da un imprenditore del settore fotovoltaico e che ieri è stato rimesso in libertà anche se nei suoi confronti i giudici hanno disposto la misura del divieto di soggiorno in Sicilia.
Ai domiciliari è finito anche il deputato ragusano del Mpa Riccardo Minardo per una truffa ai danni dello Stato e dell´Unione europea. Tra gli indagati c´è Franco Mineo, il deputato di Forza del Sud ritenuto prestanome dei boss del quartiere palermitano dell´ Acquasanta, sul quale pende una richiesta di processo per intestazione fittizia di beni, usura, concussione e peculato.
Nei giorni scorsi l´Ars ha salvato con il voto d´aula lo scranno di Santo Catalano, il deputato del Pid che aveva patteggiato una condanna per falso e abuso d´ufficio nell´ambito di una vicenda di abuso edilizio. Con voto a scrutinio segreto e trasversale, è stata respinta la richiesta della commissione verifica poteri che aveva deliberato la decadenza del politico per "incandidabilità originaria". (Lasiciliaweb)