Dopo 15 anni di indagini, la Mobile di Caltanissetta e il Commissariato di Niscemi hanno arrestato i presunti mandanti ed esecutori di Alfredo Campisi, boss emergente di Niscemi assassinato nel 1996 mentre si trovava alla guida della sua auto, vicino ad Acate. Nel gruppo c´è anche il vittoriese Francesco Amato (foto), 41 anni, inteso "Ciccio pistola". L´uomo è stato arrestato nella sua abitazione di via Isonzo.
A decretare la morte di Alfredo Campisi, secondo gli inquirenti, furono i fratelli Emmanuello, storici capi mafia di Gela. Campisi venne assassinato perché il suo gruppo criminale stava cominciando ad espandersi e a contrapporsi a cosa nostra, da qui la decisione da parte degli Emmanuello di eliminare l’emergente.
Gi arrestati nella suddetta operazione denominata «parabellum» sono: Alessandro Emmanuello, 44 anni di Gela, presunto mandante dell’agguato mortale (attualmente in regime di 41 bis); Giuseppe Amedeo Arcerito, 58 anni, detto «u dutturi»; Salvatore Di Pasquale, 55 anni, detto «Turi bordò»; Sebastiano Montalto, 42 anni, soprannominato «Iano l’americano»; Rosario Lombardo, 50 anni, chiamato «Saru Cavaddu», tutti di Niscemi; Francesco Amato, 41 anni, di Vittoria, detto «Ciccio pistola», in stato di libertà.
I 6 arrestati dovranno rispondere, a vario titolo, di omicidio volontario aggravato, tentativo di omicidio e associazione mafiosa. Ad Alessandro Emmanuello e Rosario Lombardo i provvedimenti sono stati notificati in carcere.