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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 13:05 - Lettori online 442
VITTORIA - 05/12/2007
Attualità - Vittoria - Il balzello suscita vibrate polemiche

Foto in teatro? Bisogna pagare.
Anche gli sposini si adeguano

L’assessore Monello: "Non ci vedo nulla di scandaloso" Foto Corrierediragusa.it

Al teatro di Vittoria pagano anche gli sposi. Farsi immortalare nella platea o nei palchetti neoclassici del suggestivo teatro vittoriese nel giorno del fatidico "sì", con tanto di velo bianco, vestito scuro e parentado appresso, costa 50 euro nei giorni feriali e 100 nei festivi. Lo stabilisce un regolamento approvato dalla giunta municipale di Vittoria un paio di mesi fa.

Lo ha introdotto (o meglio reintrodotto) l’assessore Paolo Monello (nella foto), d’accordo il sindaco Nicosia e il resto della giunta; ma Gaetano Carbonaro, consigliere comunale Ds insorge contro tale decisione appena ha saputo che il «ticket» per il flash è stato chiesto anche a un attuale dirigente della ex Quercia.

"Cosa vuole ottenere Monello- sbotta piuttosto risentito Carbonaro- dal pagamento delle foto scattate al teatro? Forse il risanamento dei debiti comunali? Che senso ha mettere un altro balzello per i cittadini che intendono coronare il sogno del matrimonio con una foto al teatro? Quanto può incassare il comune in un anno facendo pagare sì e no 50 matrimoni"?


L’assessore Monello sa già del risentimento di Carbonaro. "Nulla di scandaloso- puntualizza- abbiamo reintrodotto un regolamento che esisteva ai tempi del penultimo commissariamento comunale e che poi era stato abolito".

Le novità, si sa, non vengono accolte bene, specialmente quando c’è da mettere mano al portafoglio anche per lampo fotografico. "Ci hanno chiesto l’apertura del teatro per il 26 dicembre, un giorno in cui tutti festeggiano il Natale con le famiglie. Il Comune deve ordinare a un dipendente di aprire il teatro, aspettare il comodo degli sposi che arrivano in ritardo e pagargli un paio d’ore di straordinario.

Il tutto gratuitamente, perché solo in questa città esiste la cultura del tutto gratis e subito. E’ un principio, e non è un delitto far pagare. Pagano le chiese, i fiori, il servizio fotografico, il filmino, persino l’organo in chiesa e si confondono per le 50 o 100 euro al Comune.

Si sta lamentando Carbonaro, perché lo sposo è il figlio di un ex dirigente di partito, altri hanno pagato e non hanno detto nulla. E per giunta il 26 dicembre, mentre è tutto chiuso io devo ordinare l’apertura del teatro gratis per le foto matrimoniali. Capisco che chiedere soldi è odioso, ma nessuno obbliga gli sposi a venire al teatro".

A Donnafugata chi intende fruire del castello e del parco esterno per foto e quant’altro, paga una tassa al comune di Ragusa. Per regolamento. E nessuno si lamenta.