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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 678
VITTORIA - 05/12/2007
Attualità - Vittoria - Frutta e ortaggi viaggerebbero con la droga

Fanello in mano alla mafia?
Articolo shock de La Repubblica

Nicosia: "Tutto questo è inaccettabile e privo di fondamento" Foto Corrierediragusa.it

L’inchiesta shock su frutta, ortaggi e droga al mercato ortofrutticolo di Fanello a Vittoria, pubblicata dal quotidiano Repubblica, ha avuto in città gli stessi effetti di un intenso uragano. L’articolo enuclea senza mezzi termini una situazione talmente nera da far impallidire anche la più cruda pellicola di mafia.

Non si capisce bene sulla base di quali presupposti e con quante prove in mano l’estensore del pezzo si avventura in ipotetiche collusioni tra i gestori del mercato e gli esponenti della malavita locale. Non a caso, si fanno altresì i pesanti nomi dei clan Dominante e Carbonaro, fin dai bui anni 80 impegnati in una faida sanguinosa che ha lasciato più di un morto ad arrossare l’asfalto cittadino o le trazzere di campagna.

Ad ogni modo la reazione del sindaco Giuseppe Nicosia non si è fatta attendere, in tutta la sua giustificata veemenza: «Sono un mucchio di stupidaggini di cui i gli autori dovranno rendere conto e ragione ? ha sbottato Nicosia ? assumendosene tutte le responsabilità, perché non si può infangare in questo modo l’immagine di una città onesta e laboriosa che porta ancora sulla propria pelle i segni di un retaggio malavitoso che la parte sana della nostra società ha combattuto e combatte con estremo coraggio».

Nicosia si rammarica di non essere stato interpellato prima in merito alla situazione a tinte fosche con cui è stata dipinta la città che amministra. E’ stato invece sentito il suo illustre predecessore Francesco Aiello, secondo cui «lo sviluppo del mercato è stato sempre frenato da interessi poco chiari». Un riferimento molto più esplicito alla criminalità organizzata lo fa il sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Catania Fabio Scavone, secondo cui «tentacoli lunghi e insidiosi avvinghiano il mercato, e non solo, in una morsa di ferro».

L’affermazione più grave è quella del presunto trasporto di droga assieme a frutta e ortaggi. Se ciò fosse vero, ci si troverebbe dinanzi ad una caso d’inaudita gravità. Ma l’infondatezza di base è data dai continui controlli operati dalle forze dell’ordine che, nel caso dovesse essere riscontrato un seppur minimo fondamento di verità nell’articolo del quotidiano del gruppo l’Espresso, non ci farebbero di certo una gran bella figura.

Peraltro, dalle indagini in corso a seguito dell’incendio che distrusse alcuni mesi fa parecchi box, non sarebbe finora emerso nulla di sostanziale. Addirittura non è neanche stata accertato l’eventuale dolo. Da qui a parlare di mercato in mano alla mafia ce ne corre, e anche parecchio.


FANELLO: L´ORO VERDE TRA LUCI E OMBRE
Sarebbe ipocrita, anche alla luce del recente passato, disconoscere del tutto le zone grigie che hanno ammantato la struttura di Fanello, spesso connesse ai vorticosi giri speculativi, alle intermediazioni parassitarie, e anche alle infiltrazioni criminali.

Ma non si può e non si deve ridurre solo a questo la consolidata realtà rappresentata dal mercato, con i suoi 2 milioni di quintali di ortofrutta commercializzata ed un volume d’affari di oltre 200 milioni di euro che lo catapultano ai primi posti nel Paese.

La complessità di Fanello, addirittura al quinto posto in Italia in ordine di grandezza, bisogna analizzarla assieme alla consapevolezza che il mercato costituisce un crocevia essenziale del commercio nel Meridione, e non solo. E’ un compromesso inderogabile per muoversi tra le luci e le ombre dell’«oro verde», rappresentate dai conflitti tra commissionari e commercianti e dalle faide tra gruppi rivali per controllare il lucroso indotto degli imballaggi e quello dei trasporti.

Oltre al pieno ripristino degli spazi di legalità, che ad oggi è a buon punto, il futuro della «fascia trasformata» è affidato alle sfide della ricerca scientifica e dell’innovazione agronomica, con l’obiettivo di ridurre l’impiego di antiparassitari e fertilizzanti chimici per approdare a una produzione biologica e di alta qualità, in grado di mantenersi competitiva rispetto alla concorrenza delle altre agricolture mediterranee.

Anche di questo si sta occupando il gruppo di lavoro al quale il sindaco Giuseppe Nicosia ha affidato la rinascita di Fanello.