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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 1071
VITTORIA - 11/07/2010
Attualità - Vittoria: i veleni in seno alla cooperativa. Un comitato di probiviri si occuperà del personale

Di Bona su Rinascita: «Hanno provato a destabilizzare 50 anni di cooperazione»

Il direttore Ignazio Sarrì, Pino Occhipinti e Angelo Curciullo fanno scudo attorno al presidente che potrebbe dimettersi fra non molto per lasciare il posto a Rosario Avarino
Foto CorrierediRagusa.it

Un comitato di probiviri per garantire la legalità fra il personale della cooperativa Rinascita di Vittoria. E’ stata una delle anticipazioni più importanti della conferenza stampa che i vertici di Rinascita hanno voluto tenere nei locali della cooperativa.

«D’ora in poi –ha detto il riconfermato presidente Giuseppe Di Bona- delle vicende del personale si occuperà un comitato di probiviri formato dalle forze sindacali e, se vuole, anche dal segretario della Cgil Giovanni Avola; così la smettono di dire che vessiamo o che facciamo mobbing sui dipendenti. Io presidente per quanto? Tre anni ancora, ma potrei anche dimettermi presto, quando lo voglio io, perché le tensioni sono troppe e insopportabili. E perché non sono attaccato alla poltrona».

Il Cda della Rinascita è composto da 11 soci: oltre al presidente c’è il vice Rosario Avarino (che potrebbe essere il successore di Di Bona), Giovanni Petino, Giuseppe Amato, Rosario Piccione, Giovanni Peperino, Salvatore Giudice, Emanuele Nastasi, Mario Bucchieri, Salvatore Faviana e Angelo Bennice.

Le ultime vicende della cooperativa Rinascita di Vittoria, 46 anni di vita nel mondo agricolo, assomigliano alla guerra per conquistare Troia. Un assalto politico esterno con l’appoggio interno per rovesciare l’attuale Consiglio di amministrazione retto da Giuseppe Di Bona da 9 anni e piazzarne un altro. Ora che l’attacco è fallito e che il Cda ha ripreso in mano il comando della struttura che rappresenta mezzo secolo di storia cooperativistica, Giuseppe Di Bona e Ignazio Sarrì, presidente e direttore generale, si tolgono qualche sassolino dalle scarpe, assistiti da Pino Occhipinti, presidente di Legacoop, e dall’avvocato Angelo Curciullo.

«Solidarietà ai lavoratori minacciati- afferma Di Bona- ma non è la prima volta che giungono lettere anonime cariche di veleni e intimidazioni. Anche il direttore Sarrì è stato oggetto di missive minatorie. Di tutto ciò si occuperà il Comitato di probiviri al fine di garantire tutti i lavoratori. Il nemico è all’esterno e va isolato».

Il nemico è all’esterno, ma per come si esprimono i dirigenti della Rinascita, non ci vuole molto a capire che la componente politica che ha tentato la scalata è di matrice Udc. A chi alludono Sarrì e Curciullo quando rivelano d’aver fatto decadere 6 soci per incompatibilità, perché oltre a essere soci di Rinascia erano anche presidenti o vice presidente della Cooperativa Arcobaleno e Ortoqualità? Nessun problema a fare i nomi. Gli espulsi sono Vincenzo ed Emanuele e Iabichella (vice pres. Arcobaleno), Salvatore Gianchino, pres. Arcobaleno, Giovani Agosta, Rosario Dezio, soci Arcobaleno, la cooperativa Ideal Frutta e anche Giovanni Formica, amministratore di Ortoqualità nonché attuale segretario del Partito democratico. Molti dei quali assistiti dallo studio commercialista che fa capo a Salvo Barrano, commissario locale dell’Udc.

Ignazio Sarrì è da molti anni alla Rinascita. «Ne ho visto di battaglie, ma come questa no. Qui c’è vigliaccheria anonima. Tanto fango che danneggia l’immagine della cooperativa che ha bisogno dell’aiuto delle banche per garantire posti di lavoro. I dati Rinascita? Bilancio 2009 più 18%, 11 milioni di euro di patrimonio, 17 milioni di fatturato».

(Nella foto da sinistra Pino Occhipinti, Giuseppe Di Bona, Ignazio Sarrì, Angelo Curciullo)