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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 932
VITTORIA - 24/04/2010
Attualità - Vittoria: s’inaugura il «parlamentino» consiliare della città

D’Amato ha mantenuto la promessa: «La nuova aula del Consiglio comunale»

L’inaugrazione alle 17, ma la fanfara dei Carabinieri non ci sarà. Un luogo dignitoso che dev’essere riempito di politica dignitosa
Foto CorrierediRagusa.it

Evento storico a Vittoria. Il Consiglio comunale ha un’aula consiliare (nella foto di Rosario Invincibile, un gruppo di consiglieri e amministratori durante l´inaugurazione). L’inaugurazione è coincisa con l’anniversario della nascita della città. Anche senza la fanfara regionale dell’Arma dei Carabinieri, il cui forfait è stato comunicato nel tardo pomeriggio di venerdì, con grande rammarico del presidente del Consiglio comunale Luigi D’Amato, per Vittoria è un grande evento. Forse uno dei più importanti di questi 4 anni di sindacatura di Giuseppe Nicosia, che ha lavorato al progetto sinergicamente accanto alla presidenza del Consiglio. S’inaugura alle 17 la nuova aula consiliare intitolata a Salvatore Carfì (1861-1945), che fu pure sindaco di Vittoria.

Luigi D’Amato è stato di parola. Quel progetto iniziato nel 2007 ha visto finalmente la luce. L’aula consiliare non sarà più quel baraccone formato da tavoli e sedie da osteria occupato da consiglieri litigiosi e iracondi al minimo incrocio di sguardi di sbieco. E’ stato trasformato in un piccolo parlamentino con 34 scranni: quelli più alti saranno occupati dal sindaco e da due assessori, sotto il presidente del Consiglio e i funzionari, ai lati 30 consiglieri di maggioranza e di minoranza, la destra, il centro e la sinistra.

Un sito bonificato e ridato alla dignità che merita. Adesso dovrà essere riempito di dignità politica, aspettativa difficile di questi tempi, ma i 30 eletti dal popolo hanno il dovere di provarci perché possiedono le qualità per raggiungere l’obiettivo. L’aula non è molto grande ma ben disposta. Colori caldi e arredo sobrio e ben curato nei minimi particolari dalla scenografa Maria Pina Corallo. Alle pareti devono essere attaccati alcuni quadri. C’è già la bandiera dei colori cittadina, bianco-rosso, e spicca il dono del consigliere Roberto Zelante, che si è privato della «Carta dei diritti dell’uomo», scritta in latino e risalente alla rivoluzione francese, per omaggiare il Consiglio di cui fa parte da diverse legislature.

Per l’occasione Luigi D’Amato ha fatto stampare una pergamena con i nomi dei 30 consiglieri e fatto coniare 30 spille d’oro con l’aquila che è il simbolo della città. Un simbolo che vuole unire e non dividere. Il costo della realizzazione dell’aula s’aggira intorno ai 75 mila euro. Ma ne valeva la pena. Vittoria era l’unica città della provincia a non avere una aula consiliare degna di tal nome. Le immagini televisive durante le riprese delle sedute offrivano uno spettacolo poco edificante. Luigi D’Amato è stanco ma felice. Ha lavorato in silenzio su un percorso che non è stato del tutto scorrevole, ma alla fine ce l’ha fatta.