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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 566
VITTORIA - 21/04/2010
Attualità - Vittoria: precipita la vicenda dei rifiuti, chiuse Pozzo Bollente e Cava dei modicani

Accordo flop: l’Ato non ritira il ricorso al Tar. Discariche chiuse ad oltranza?

Davanti ai cancelli P. Bollente, i vigili urbani e i sindaci di Vittoria, Comiso, Acate e Santa Croce. Anche il sindaco Nello Dipasquale indispettito per il mancato ritiro del ricorso da parte di Giovanni Vindigni, chiude la Cava
Foto CorrierediRagusa.it

Le barricate davanti alla discarica di contrada Pozzo Bollente a Vittoria sono pronte. Scatteranno all´alba, supportate da un’ordinanza del sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia con la quale si vieta ai comuni che non rientrano nel comprensorio di Vittoria a scaricare rifiuti. Possono conferire solo, Comiso, Acate e Santa Croce Camerina. Per gli altri comuni la discarica è chiusa. Perché l’accordo siglato ieri dai sindaci dei Comuni, dalla Provincia e l’Ato è saltato.

Secondo voci che provengono da Ragusa, il presidente dell’Ato Giovanni Vindigni non avrebbe ritirato il ricordo al Tar che era stato fatto contro la precedente ordinanza del sindaco di Ragusa Nello Dipasquale. Oggi hanno varcato i cancelli di Pozzo Bollente i camion con i rifiuti di Scicli. Dalle 7 di domani mattina non sarà più possibile. Il sindaco Giuseppe Nicosia, supportato dai sindaci di Acate, Comiso e Santa Croce Camerina, piazzerà i Vigili urbani a presidio dei cancelli per non fare entrare i camion dei comuni che non fanno parte del comprensorio.

Anche il sindaco Nello Dipasquale ha ridato efficacia alla vecchia ordinanza che interdiva Cava dei modicani agli altri comuni, a seguito del mancato ritiro del ricorso al Tar da parte del presidente dell’Ato Giovanni Vindgini.

La vicenda dei rifiuti sta diventando molto incandescente. Se Ato e comuni non trovano l’accordo subito fra non molto tutti i comuni dovranno andare a scaricare i rifiuti a Mazzarrà S. Andrea in provincia di Messina. Prepariamoci a giorni di sporcizia, caos e a pericoli per l’ordine pubblico.

IL SINDACO DI RAGUSA CONTRO IL PRESIDENTE DELL´ATO AMBIENTE
di Duccio Gennaro

«Vindigni ritiri quel ricorso o i cancelli di Cava dei Modicani resteranno chiusi per Scicli ed Ispica». Nello Dipasquale non ci sta e ribatte a muso duro al presidente dell’Ato Giovanni Vindigni. La questione discariche resta sempre in alto mare anche se è al momento scongiurata l’emergenza. Per una settimana ancora Modica continuerà a scaricare a Vittoria, il capoluogo ed i comuni del comprensorio montano a Ragusa.

L’accordo faticosamente raggiunto a palazzo del Fante sotto l’egida del presidente della provincia Franco Antoci tuttavia traballa per la forte contrapposizione tra Vindigni e Dipasquale e per la resistenza del sindaco di Scicli Giovanni venticinque che chiede rassicurazioni economiche per la quarta vasca a S. Biagio. Proprio la discarica di Scicli è quella che potrebbe tirar fuori dagli impacci sia Modica che Scicli ma l’Ato deve affidare l’impianto ad un gestore che ancora non c’è e poi procedere ai lavori. E’ insomma una corsa contro il tempo visto che il termine è stato spostato in avanti di una settimana, lunedì 26, ma i tempi sono molto stretti. Giovanni Vindigni dal suo canto ha assicurato che la regione ha concesso l’autorizzazione integrata per la discarica di Cava dei Modicani, il che, in termini pratici vuol dire l’apertura a Scicli ed Ispica.

Nello Dipasquale tuttavia ha posto come condizione che lo stesso presidente dell’Ato ritiri il ricorso presentato la scorsa settimana contro il provvedimento emesso dalla amministrazione ragusana che vietava l’uso della discarica di Cava dei Modicani. «In caso contrario –dice il sindaco Nello Dipasquale- non ritiro l’ordinanza e questa avrà tutti i suoi effetti a cominciare da oggi».

Vindigni intanto si è messo al sicuro ed ha ottenuto dall’autorità regionale l’autorizzazione a conferire i rifiuti di tutta la provincia a Mazzarrà S. Andrea, ovvero a 250 km di distanza. La convenzione sottoscritta prevede l’utilizzo dell’impianto messinese fino al 21 maggio del 2014. Il presidente dell’Ato pensa di utilizzare i Tir per trasferire l’immondizia iblea nel messinese ma questa al momento resta solo un’ipotesi se solo amministratori e sindaci ragusani vorranno tornare ad essere ragionevoli.

I COMUNI MONTANI SI SENTONO BEFFATI. IL SINDACO DI CHIARAMONTE NICASTRO SCRIVE AL PREFETTO FRANCESCA CANNIZZO
di Antonio Nicosia

La più grande beffa per il Comune di Chiaramonte Gulfi è quella di essere in regola nei confronti dell’Ato Ambiente e nello stesso tempo sapere che i camion della spazzatura sono stati respinti davanti ai cancelli della discarica di Cava dei Modicani. E’ successo proprio stamani, quando è stato negato ai mezzi della Ditta Busso che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti, alla stessa stregua di quelli dei Comuni di Monterosso Almo e Giarratana di entrare nella discarica.

Una beffa ancora più grande se, poi, si viene a sapere che questo blocco a scaricare la spazzatura è determinato da un ritardo burocratico dell’avanzare alla Regione la richiesta per ottenere la "Autorizzazione Integrata Ambientale", stando a quanto denunciato dal Sindaco di Chiaramonte Gulfi, Giuseppe Nicastro. Un vero paradosso e una recidiva a tutti gli effetti, visto che, per altre cause, non imputabili al Comune montano, altre due volte gli autocompattatori sono stati messi alla porta.

Una situazione intollerabile come l’ha definita il primo cittadino che ha deciso di rivolgersi al Prefetto della Provincia di Ragusa, affinché possa attivare tutti gli interventi possibili a che situazioni del genere non abbiano a verificarsi in futuro.

«Il Comune di Chiaramonte Gulfi, ha commentato il Sindaco Nicastro, ha sempre corrisposto il dovuto all’ATO, rispettando la massima puntualità, ripagata con il pressappochismo di questa struttura che provoca alla città danni incalcolabili. Di contro, altre realtà locali che non rispettano i termini di pagamento - sembra incredibile, ma è così - non devono affrontare questi disservizi. Al punto in cui si è, dato che una situazione del genere si ripete per la terza volta, per ragioni varie, si chiede alla S.V. di attivare quanto possibile affinché il Comune di Chiaramonte Gulfi non debba fare i conti con l’emergenza spazzatura».

(Nella foto sopra, il tavolo di concertazione fra Ato, Provincia e Comuni)