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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1344
VITTORIA - 05/03/2010
Attualità - Vittoria: sit in di protesta organizzato da Sel e Legambiente per fare chiudere il sito

Vittoria: discarica comunale, c´è il rischio inquinamento

Dodici metri di spazzatura che inquinano le falde acquifere e l’ambiente. Mustile al prefetto: «Chiudiamola subito e nell’attesa di trovare un nuovo sito scarichiamo a Cava dei modicani»

La «collina degli orrori» (nella foto) è alta 12 metri. La puzza nauseabonda stordisce le persone che non ci hanno ancora preso il naso per svariate centinaia di metri. E’ la discarica di Pozzo Bollente, attivata nel 1996 dopo la chiusura di quella di contrada Mendolilli.

Giuseppe Mustile, Salvatore Garofalo, Enzo Cilia (praticamente Sinistra e libertà), Legambiente e una delegazione di residenti della zona, si sono dati appuntamento davanti alla discarica per un plateale sit in di protesta. Chiedono la chiusura immediatamente. Attendono un incontro con il prefetto Francesca Cannizzo, alla quale rappresenteranno l’incompatibilità del sito con l’ambiente.

Hanno ragione, ma ragionevole è chiedersi anche dove andare a scaricare i rifiuti di Vittoria, Comiso, Modica, Scicli, Santa Croce Camerina e Acate, nel caso la discarica venga chiusa. «A Cava dei modicani- spara sicuro Giuseppe Mustile- è gestito dall’Ato ambiente e nelle more che si individui un altro sito i comuni che conferiscono a Pozzo bollente dirottino su Cava dei modicani».

La zona di Pozzo bollente non è più vivibile, perché il percolato rischia di inquinare le falde acquifere e il lezzo che emana la montagna di rifiuti richiede la maschera dell’ossigeno. «Capisco- ribadisce Mustile- ma si trovi una soluzione, perché due discariche non bastano più, anche perché la differenziata non è mai partita e il centro di compostaggio mai inaugurato. Il ciclo dei rifiuti e tutti i progetti che erano stati approntati sulla carta non stati realizzati».

I residenti di quella contrada, nelle vicinanze della zona artigianale, sono decisi a tutto pur di sbarazzarsi della collina di spazzatura e dei rifiuti speciali, perché qualcuno va a scaricare pure materiali di risulta. «Probabilmente- sostiene Mustile- siamo in presenza di inquinamento delle falde acquifere. Perché abbiamo fatto le analisi all’acqua prelevata dalle trivelle e ci siamo accorti che esce piuttosto gialla».

I residenti della zona oltre al danno di trovarsi a convivere con l’immondizia, hanno subito la beffa. «Esisteva un progetto di dismissioni e la discarica è ancora lì. Era previsto un beneficio per i residenti, l’esonero dal pagamento delle tasse per il riscaldamento delle serre e per l’illuminazione. Solo sulla carta. Non hanno alcun beneficio».

Insomma, attorno alla questione dei rifiuti sta montando un altro caso che fra qualche giorno, se gestito male, rischia di scoppiare e di compromettere l’ordine pubblico. Ecco perché la delegazione composta da Sel, Legambiente e residenti di Pozzo bollente ha chiesto di parlare con il prefetto affinché si carichi sulle spalle, oltre ai fardelli che ha, anche quello della discarica satura, nauseabonda e a rischio inquinamento ambientale.