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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 1011
VITTORIA - 06/02/2010
Attualità - Vittoria: evento d’eccezione all’ospedale, aperta la nuova ala dopo 6 anni di lavori

Lombardo: «Meno posti letto per una sanità di qualità»

Davanti a centinaia di persone, il governatore ha indicato le nuove strategie per migliorare l’attività ospedaliera. Presto aprirà anche Lentini, l’eterna incompiuta della Sicilia orientale
Foto CorrierediRagusa.it

Il ginecologo Lino Pacca, che sta dando alle stampe la storia dell’ospedale di Vittoria, può aggiungere un’altra pagina importante. Sei anni dopo la posa della prima pietra, è stata collocata anche l’ultima. La nuova ala dell’ospedale è stata inaugurata e adesso il «Guzzardi» è operativo a tutti gli effetti.

Uno sgarbo a Sant’Agata, ma il presidente Lombardo ha preferito tagliare il nastro a Vittoria anziché stare a Catania. Per un medico, nonché politico d’alto rango, aprire un nuovo ospedale è sempre evento sanitario d’eccezione e straordinario. E se una spruzzata d’acqua può esser foriera di buon augurio, ben venga il diluvio nel giorno dell’inaugurazione della nuova ala dell’ospedale «Riccardo Guzzardi» di Vittoria.

Era il 2004 quando l’assessore Giovanni Pistorio (vecchia colonna Mpa) venne a posare la prima pietra per conto del governatore Totò Cuffaro; 6 anni dopo si scomoda direttamente Raffaele Lombardo, chiedendo scusa «agli ospiti che ho lasciato a casa e alla patrona della mia città».

Delle autorità politiche è più facile citare gli assenti, Nino Minardo e Peppe Drago, Pippo Digiacomo e Roberto Ammatuna, che nominare i presenti. Ci sono praticamente tutti. Nelle prime tre file, accanto al prefetto Francesca Cannizzo, il questore Giuseppe Oddo, il colonnello Nicodemo Macrì, il vescovo Paolo Urso. Più il presidente della Provincia Franco Antoci, i sindaci del comprensorio ipparino, Giuseppe Nicosia, Giovanni Caruso e Giuseppe Alfano, del capoluogo Nello Dipasquale e di Pozzallo Giuseppe Sulsenti, per ovvie ragioni di appartenenza partitica.

La cerimonia è sobria e veloce, anche perché nel saloncino della nuova ala medici, personale e curiosi stanno stipati come sarde. Presenta Pino Drago, neo direttore sanitario, continua Ettore Gilotta, manager della prima Asp, conclude il presidente Lombardo. Felice di imbattersi «in una struttura di buona architettura, simile a quella che è ancora in fase di costruzione a Lentini e che forse si potrà realizzare perché le vicende del Tar si sono concluse positivamente».

Venti minuti bastano al presidente per passare in rassegna tutti gli argomenti. Col suo stile tagliente, ribelle e ricalcitrante. Dagli sprechi che si son fatti in passato, vecchio modo di gestire la sanità, all’incompiuta di Lentini (che ha gli stessi colori della struttura vittoriese) alla crisi agricola, agli auguri per la Ragusa-Catania e per l’aeroporto di Comiso, ai precari che gli hanno fatto trovare cartelli di protesta fuori e che incontra prima d’andar via promettendo interessamento.

«Sono qui –dice il premier siciliano- per la posa dell’ultima pietra. E nei reparti vedo ammalati non il vuoto. E’ un segnale di cambiamento». Sulla sanità siciliana ha la sua teoria vincente, che i sindaci del comprensorio sono costretti a digerire senza potere controbattere. «Tagliare sprechi (posti letto) per avere una sanità migliore. Chi ha detto che più posti letto fanno una buona sanità?».

Sbagliato. Il governatore è di altro parere. Non servono più brande e lenzuola, ma «strutture meglio attrezzate- ripete- Che ne facciamo di tanti posti letto se la gente va a farsi curare al nord o all’estero? Questa è stata la politica del passato, e se non si cambia questo modo di fare non si riprende la rotta».

Finito il cerimoniale delle parole, una rapida carrellata per i reparti, per rendersi conto che gli ascensori funzionano, che gli infermieri trasportano barelle e ammalati; insomma, che è tutto vero, che i reparti sono già ben allocati. Finita la visita, di corsa in macchina, mentre fuori tira acqua e vento, per andare a incontrare un paio di delegazioni politiche di Vittoria e Ispica, ovvero i comuni attualmente politicamente più caldi e più anarchici, Vittoria e Ispica, dov’è in gioco l’elezione per la poltrona di sindaco. E infine diritto verso Sant’Agata, perché faccia il miracolo di rabbonire i suoi alleati del Pd, dei lealisti e del Pdl –Sicilia a Palermo e concludere bene la legislatura.

(Nella foto in alto Lombardo al centro con le autorità all´inaugurazione della nuova ala dell´ospedale)