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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 1097
VITTORIA - 30/01/2010
Attualità - Vittoria: non finisce di stupire la telenovela delle case di via Pantelleria

Abusivismo Scoglitti, Comisi: "Cercate nelle case eccellenti"

Il consigliere di Forza Italia: «Si sono accaniti contro la mia casa di Biancaneve e non vedono le irregolarità di case di proprietari «eccellenti»
Foto CorrierediRagusa.it

Fabrizio Comisi al contrattacco. Ora è lui che si rivolge alla Procura della Repubblica sul presunto abusivismo di via Pantelleria a Scoglitti. La vicenda s’ingarbuglia di più e finisce sul tavolo del procuratore della Repubblica di Ragusa Carmelo Petralia. Tre anni di veleni e di accuse reciproce per un complesso residenziale costruito a Scoglitti proprio dietro la guardia medica.

Il consigliere comunale di Forza Italia Comisi, coinvolto nella vicenda insieme ad altri proprietari (che egli chiama «eccellenti») perché parenti di ufficiali della Polizia municipale; un progettista –direttore dei lavori pubblici al Comune; un ufficiale della Guardia di finanza, ha presentato alla Procura della Repubblica un circostanziato esposto di 6 pagine su un presunto abuso edilizio, con tanto di nomi e cognomi (per la stampa si chiamano XX), dove si chiede di accertare e di intervenire nel caso si riscontrassero irregolarità amministrative e penali.

Dalla sua parte Comisi ha l’ex esperto del Comune Titta Rocca, presente alla conferenza stampa tenuta in via Matteotti. «Anche se politicamente lontano dalle idee di Comisi, sono venuto a dare la mia solidarietà per gli attacchi che ha subito per la questione dell’abusivismo a Scoglitti»- ha detto Rocca.

Una conferenza stampa con tanto di videoproiettore, immagini di rilievi aereofotogrammetrici per far vedere com’era il progetto iniziale presentato al Comune, e com’è diventato il sito a struttura realizzata. Comisi fa vedere anche le irregolarità della sua casa. Si vede cemento al posto dei gazebo in legno, pure un paio di finestre abusive, una soletta che manca e un soppalco in legno nell´abitazione di Comisi «ricevuta in dotazione dalla mamma, regolarmente denunciate all’ufficio tecnico con varianti in corso d’opera- dice Comisi- mai prese in considerazione dai tecnici competenti. Per quale motivo? La mia, la «casetta di Biancaneve» con qualche finestra sbagliata presa di mira, accanto a ville di proprietari «eccellenti» completamente stravolte e non viste»

La rabbia di Comisi è esplosa il 30 luglio del 2009, quando i consiglieri Luigi Marchi, Attilio Maira (Forza Italia come Comisi) e Francesco Aiello presentarono un’interrogazione di fuoco, sulla base di precedenti lettere anonime, per chiedere conto della casa di Comisi sita in via Pantelleria accanto alle altre. Sostenevano che il «consigliere che aveva denunciato un abuso edilizio era egli stesso reo di abuso edilizio». Un’area di 13-14 mila metri quadri, «case di 90 metri quadri sono diventate il triplo, completamente stravolte rispetto al progetto originario»- secondo Comisi.

Rivolto al procuratore Carmelo Petralia, Comisi ritiene utile «citare eventuali collegamenti di parentela di taluni proprietari con ufficiali del corto dei Vigili di Vittoria, o con il progettista-direttore dei lavori nonché membro della Commissione edilizia comunale che ha esitato i progetti, o con alti ufficiali della Guardia di finanza, perché di certo tali concessioni nulla avrebbero a che fare con eventuali comportamenti «meno attenti» degli uffici comunali».

Un esposto che, se dovesse trovare conferme alle denunce di Comisi «si avrebbe-dice lo stesso- un sospetto abuso edilizio che autorizzerebbe a considerare un’azione comune, in associazione, delle diverse ditte, al fine di realizzare tali opere in difformità. Agli errori nella progettazione si assocerebbe l’errore di valutazione in corso di verifica da parte degli uffici e organi di controllo».

Comisi definisce la sua difformità «minima» rispetto alle altre. «Eppure- dice il consigliere- è stata osservata un’intensa attività ispettiva anche da parte dei consiglieri Marchi, Maira e Aiello, i quali hanno prodotto comunicati stampa o interventi pubblici, non notando, apparentemente, i possibili abusi ben più importanti presenti a pochi metri».

(Nella foto, da sinistra Titta Rocca, Gioacchino Filoramo, Fabrizio Comisi e Gaetano Piccione durante le conferenza stampa)