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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 319
VITTORIA - 23/01/2010
Attualità - Vittoria: sui lavori alla scuola i progettisti rispondono a Mustile

Progetti errati alla scuola Vittoria Colonna. Colpa di chi?

Il progettista spiega il trucco della speculazione. «La ditta che si aggiudica l’appalto dichiara d’aver visionato i luoghi, di aver eseguito uno studio approfondito del progetto e di averlo ritenuto realizzabile con il ribasso offerto. Dopo l’inizio dei lavori accampa scuse in merito al progetto non esecutivo e lamenta errori progettuali.

Con riferimento all’articolo che abbiamo pubblicato il 14 gennaio scorso dal titolo «La scuola dei lavori sbagliati. Parcelle di 110 mila euro», l’ingegnere Angelo Piccione, uno dei progettisti dei lavori, interviene per rispondere al consigliere di Sel Giuseppe Mustile «sui presunti errori progettuali». Precisazioni dettagliate e puntuali che riteniamo di dover pubblicare integralmente, «al fine di rendere edotta l’opinione pubblica sulla realtà dei fatti rispetto alle inesattezze dichiarate dal dott. Mustile»- afferma l’ingegnere Piccione.


«Al momento gli «errori progettuali» sono stati certificati solo dalla direzione dei lavori,molto vicina a detto politico locale, in una perizia di variante e suppletiva, recepita dall’Amministrazione Comunale in assenza di qualsiasi contraddittorio con i progettisti originari, come prescrive categoricamente la legge (L. n. 109/94 art. 25 e DPR n. 554/99 art. 134-136). Trattasi quindi di affermazioni unilaterali la cui bontà ed esattezza è tutta da verificare (lo faranno gli organi competenti). La legge ha una sua logica.

E’ facile, per chi deve proseguire il lavoro iniziato da altri, dire che è tutto sbagliato, senza dare all’altro la possibilità di controdedurre. Il soggetto che subentra non ha alcun interesse a difendere la bontà delle scelte operate in fase di progetto e la correttezza del lavoro svolto. Mi sia consentito quindi nel seguito di utilizzare la locuzione «presunti errori progettuali», per i quali i progettisti vengono «condannati senza appello» e senza che abbiano mai avuto la possibilità di difendersi. Ben avrebbe fatto il dott. Mustile, prima di esprimere tale giudizio, ad approfondire la questione e verificarne i presupposti.
Nel caso specifico occorre considerare il ruolo importante dell’impresa che ha eseguito i lavori. La stessa si è aggiudicata l’appalto con un forte ribasso (circa il 25%), dichiarando in fase di gara (è la legge) di aver visionato i luoghi, di aver eseguito uno studio approfondito del progetto e di averlo ritenuto realizzabile con il ribasso offerto. Dopo l’inizio dei lavori l’impresa accampa scuse in merito al progetto non esecutivo e lamenta errori progettuali. Questo è tipico di ogni impresa che conosce l’arte della speculazione. Con il meccanismo delle varianti e dei nuovi prezzi (nel caso in esame circa una ottantina, quasi tutti al di fuori del prezziario regionale determinati non si sa come e senza analisi giustificative!) l’impresa ha sicuramente recuperato buona parte del ribasso offerto in fase di gara, riuscendo a trasformare un lavoro probabilmente assunto in perdita in un lavoro completamente diverso e non più in perdita. Chi è pratico di lavori pubblici sa che è compito della D.L. arginare l’assalto dell’impresa riducendo al minimo la formazione di nuovi prezzi e l’introduzione di varianti, cosa che nel nostro caso non è avvenuta. Se ne sconoscono i motivi. Una direzione lavori più attenta, avrebbe condotto i lavori in altro modo e con diverso risultato.

Aggiungo che nell’esecuzione dei lavori la D.L. avrebbe dovuto vigilare affinché l’impresa si attenesse quanto più possibile al progetto evitando di far eseguire demolizioni e svellimenti superiori a quelli previsti; è notorio infatti che le imprese tendano sempre a demolire quanto più possibile e rifare a nuovo, anziché riparare e restaurare. Il risultato finale è stato quello di aver speso i soldi in modo diverso (vedi sostituzione degli infissi) e per lavorazioni probabilmente più confacenti alle esigenze dell’impresa. La responsabilità di ciò è unicamente della direzione dei lavori.

Il dott. Mustile parla di scuola ancora al freddo, come se questo dipendesse dai «presunti errori progettuali». L’impianto di riscaldamento non funziona perché manca l’allacciamento alla rete metanifera e perchè manca il collaudo dell’impianto! Tali adempimenti attengono esclusivamente a chi ha gestito i lavori!

L’articolo accomuna i tre progettisti e l’importo delle parcelle (che ovviamente è comprensivo dell’IVA). Preciso che il sottoscritto ha redatto, assieme agli altri due, solo il progetto definitivo e non quello esecutivo (che è quello andato in appalto). Non risponde al vero l’affermazione del dott. Mustile che le parcelle siano state liquidate senza che ci fossero le condizioni necessarie e sufficienti per avere quanto spettava. Le parcelle dei lavori pubblici vengono liquidate dopo l’approvazione dei progetti (o dei singoli livelli di progettazione: preliminare, definitivo, esecutivo). E’ vietato dalla legge subordinare i pagamenti al finanziamento (legge n. 109/94 art. 17 comma 12).

In merito all’eventuale rivalsa su tutti i progettisti preciso al dott. Mustile che la legge (art. 25 legge 109/94) prescrive la responsabilità per i danni causati alla Stazione Appaltante per errori del «progetto esecutivo», e non per i livelli di progettazione inferiori.

Invito, pertanto, il dott. Mustile a meglio approfondire l’argomento ed i fatti in questione al fine di potere intervenire con la schiettezza e l’imparzialità che gli ho sempre riconosciuto.