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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 957
VITTORIA - 06/01/2010
Attualità - Vittoria: la crisi dell’agricoltura rimette in marcia il Comitato per le aziende

Circolo Mpa: «Chiudere banche nemiche dell’agricoltura»

Giacchi e Cirnigliaro del Circolo Mpa don Sturzo attaccano a 360° il sistema e chiedono di fare chiudere le banche «nemiche» dell’agricoltura. La Crias: «Abbiamo già erogato finanziamenti a decine di ditte»

Foto CorrierediRagusa.it

L’Sos di Angelo Giacchi e Giovanni Cirnigliaro (nella foto da sinistra), dirigenti del Comitato degli agricoltori in crisi nonché componenti del circolo «don Luigi Sturzo» del Mpa, stavolta è diretto al neo e ultimo assessore regionale all’Agricoltura Titti Bufardeci. La disastrosa condizione dell’agricoltura siciliana sintetizzata in una lettera inviata al nuovo assessore, per dire che «le aziende agricole non producono reddito ma debito». Prima di entrare nei dettagli politici della crisi, Giacchi e Cirnigliaro mettono in vetrina prezzi.

I prezzi attuali dei mercati ortofrutticoli sono: zucchine € 0,20 kg; melanzana € 0,50 kg; pomodoro ciliegino € 0,85 kg; pomodoro rosso € 0,80 kg. Inoltre, molti ortaggi rimangono invenduti a causa della poca richiesta derivante dall’invasione di ortaggi a prezzi ancora più bassi provenienti dal Marocco, Turchia ed Egitto nei mercati al consumo dell’Europa tutta. Con questi prezzi, il produttore dovrebbe vivere e pianificare il futuro delle aziende. Giacchi e Cirnigliaro rimettono il dito sulla «ristrettezza del credito: ancora oggi gli stessi continuano a negare sostegno alle imprese agricole ed anzi continuano nel loro modus operandi degli alti interessi. I costi di produzione elevatissimi: dal film plastico alle concimazioni, dagli antiparassitari all’energia elettrica e non ultimi i costi elevati dei carburanti. L’agro-pirateria: molti sono gli ortaggi prodotti nei paesi Nord Africani che arrivano nei mercati al consumo del Nord Italia e di vari Paesi Europei spacciati come prodotto «siciliano».

Secondo i dati rivelati, migliaia di aziende agricole sono nella morsa di provvedimenti giudiziali promossi dalle banche e dalla Serit e le sezioni fallimentari dei tribunali di tutte le province dell’isola stanno rapidamente mettendo all’asta le aziende agricole dichiarando di fatto il fallimento degli agricoltori. Non si contano più le aziende agricole dichiarate fallite i posti di lavoro «bruciati» nel solo 2009 e le prospettive non sono per niente rassicuranti per il 2010.

All’assessore Bufardeci, Giacchi e Cirnigliaro chiedono un forte impegno e una rapidità d’azione verso il pilastro economico della Sicilia. Ma soprattutto «nei confronti della «grande distribuzione organizzata», che stritola gli agricoltori acquistando a prezzi fallimentari gli ortaggi che rivende con un ricarico che spesso supera il 500%».

Durissimo, l’attacco rivolto alle banche. «Serve una sterzata, perché le banche arrivano qui e rastrellano il risparmio delle famiglie siciliane, lo portano nel Nord Italia e lo utilizzano per finanziare le loro imprese che crescono a dispetto delle nostre costrette a licenziare e a fallire! Ritirate le licenze e fate chiudere gli sportelli delle Banche «nemiche» degli agricoltori siciliani».

Un accenno anche agli interventi d’aiuto dell’Ircac e della Crias. Per Giacchi e Cirnigliaro l’Ircac non ha provveduto a ripianare le passività delle aziende agricole, mentre la Crias non avrebbe erogato i finanziamenti previsti dall’articolo 16 della legge regionale approvata nel 2009. Interpelliamo il presidente della Crias Rosario Alescio, fra l’altro un ragusano, il quale smentisce categoricamente. «Apprendo con amarezza queste dichiarazioni- esordisce Alescio- perché le cose non stanno in questo modo. La Crias è l’ente che in Sicilia ha battuto tutti sul tempo nell’applicazione dell’articolo 16. Entro il 10 dicembre abbiamo approvato la graduatoria delle aziende aventi diritto, concedendo 15 giorni di tempo per presentare la documentazione completa. E’ possibile verificare, se qualcuno non ci crede, che la Crias entro il 31 dicembre scorso ha già erogato finanziamenti a una decina di aziende agricole con requisiti idonei e con la documentazione completa pari a circa 400-500 mila euro».


La denuncia di Giacchi e Cirnigliaro ha suscitato l’intervento del lettore Giombattista Ballarò, operatore del settore agricolo, che interviene nel dibattito con dichiarazioni meritevoli di essere pubblicate


"Quanto denunciato da Giacchi è assolutamente vero, come vero è, che grida di disperazione relative alla lenta, lunga agonia del comparto agricolo, vengono ciclicamente lanciate da oltre un decennio dagli addetti ai lavori, dalle associazioni di categoria, da esponenti politici regionali e nazionali, alcuni dei quali devono la loro fortuna al teatrino che nel tempo hanno messo su con campagne propagandistiche, regolarmente abbandonate una volta raggiunto il loro scopo, ovvero il mantenimento della poltrona.

C´è da dire però che fino a quando la verità non viene detta per intero, tutto è destinato a rimanere come prima, se non a peggiorare. L’amico Angelo Giacchi, oltre ad essere un imprenditore agricolo che paga sulla propria pelle, le inefficienze, le ipocrisie, le incompetenze del nostro sistema politico a tutti i livelli, è anche da alcuni anni un soggetto politico, espressione del Mpa, partito il cui leader è l´onorevole Lombardo, presidente (fino ad oggi) della Regione siciliana.

Ma non sarebbe più logico dunque spendersi in modo convinto per pretendere
dall´onorevole Lombardo un intervento teso a salvare un comparto produttivo dal quale dipende il destino di migliaia di famiglie siciliane? Peraltro se questo venisse chiesto, altro non sarebbe che la concretizzazione di quanto l´onorevole Lombardo si era impegnato a fare durante la campagna elettorale che lo ha portato alla Regione.

L´agricoltura siciliana ha certamente bisogno d´interventi radicali, non di pannicelli caldi che data la gravità della patologia, comunque ne decreterebbero la morte, tuttavia non vedo ancora purtroppo, azioni convinte e coraggiose che potrebbero preludere ad una reale inversione di tendenza".

Giombattista Ballarò