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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 927
VITTORIA - 06/01/2010
Attualità - Vittoria: prestigioso riconoscimento per la città dall’assessorato regionale ai Beni culturali

Vittoria nei luoghi della memoria con decreto regionale

Penalizzata una parte dell’area di concentramento smantellata qualche anno fa, che custodiva i lavori artistici di Arturo Barbate utilizzati per i presepi e per il corteo di Re Cucco
Foto CorrierediRagusa.it

Prestigioso riconoscimento per Vittoria. Nella Carta regionale dei Luoghi d’identità e della memoria c’è anche la città ipparina. Sono stati presi in considerazione i luoghi del racconto letterario di Pindaro, con Camarina e il suo territorio; i luoghi del racconto letterario di Virgilio in cui si fa riferimento ancora alla palude di Camarina; i luoghi dell’identità meridionale della Sicilia nel racconto cinematografico, con la spiaggia di Cammarana, location del film Il ladro di bambini del regista Gianni Amelio; i luoghi degli eventi storici del primo ‘900 con l’ex campo di concentramento ora Museo italo-ungherese.

La Carta regionale è stata istituita con decreto assessoriale dei Beni culturali e ambientali e della Pubblica istruzione n. 8410 del 3 dicembre 2009. Mira a privilegiare 7 categorie individuate nei luoghi del mito e delle leggende; luoghi del sacro; luoghi degli eventi storici; luoghi delle personalità storiche e della cultura; luoghi storici del lavoro; luoghi storici del gusto; luoghi del racconto letterario, televisivo e filmico.

Luciano D’Amico, tuttavia, è rammaricato. Perché l’area dell’ex campo di concentramento che ospita il Museo Italo-Ungherese non è stato valorizzato al massimo. «E’ una bella soddisfazione –dichiara- che alcuni di questi luoghi siano già stati inseriti, anche se c’è il rammarico per posti come l’ex campo di concentramento, pervenuto quasi intatto fino ai nostri giorni, oggetto negli ultimi decenni di un pianificato smantellamento, con la demolizione di diversi capannoni e del muro di cinta. Un luogo importante della prima guerra mondiale, dove erano deportati i prigionieri ungheresi che, se opportunamente recuperato, avrebbe potuto rappresentare un importante patrimonio culturale ed edilizio».

Nella passata amministrazione, ci riferiamo al decennio 1995-2005, il museo, che conservava intatti tutti i lavori realizzati dall’artista Arturo Barbante, è stato smantellato per allargare l’area esterna e realizzare spazi verdi. Seguirono violente polemiche fra gli amministratori dell’epoca e dello stesso Barbante. Percé quei lavori ben custoditi sono stati buttati fuori all’aria aperta. Molti si sono persi, altri sono stati rubati, altri ancora finiti nelle case di chi ha avuto l’accortezza di salvaguardarli. Ci riferiamo ai vecchi lavori del Re Cucco che si faceva negli anni ’80 a Scoglitti e a tutti i presepi realizzati in occasione del Natale. Un patrimonio che, se ben conservato, oggi avrebbe potuto rappresentare il museo dell’effimero, un termine tanto caro a Barbante, che sull’effimero e sulla cartapesta ha costruito tanti spettacoli a Vittoria e a Scoglitti.

(Nella foto una veduta del museo Italo-Ungherese)