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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 1055
VITTORIA - 11/12/2009
Attualità - Vittoria: piazza Senia e dintorni sempre invivibile

I commercianti: "Dopo la maxi rissa nulla è cambiato"

Una lettera firmata da 15 commercianti attende ancora risposte dalle istituzioni. «Le liti sono a stillicidio, si ubriacano, spacciano e si rincorrono con le bottiglie rotte. Abbiamo paura»
Foto CorrierediRagusa.it

E’ cambiato ben poco nel quartiere di piazza Manin dal giorno della maxirissa del 21 settembre, quando decine di nordafricani si scagliarono contro 4 poliziotti intervenuti per sedare una lite fra un tunisino e un vittoriese che aveva redarguito uno straniero intento a orinare in pieno giorno sotto il balcone della sua abitazione. Un agente rimediò la frattura alla mandibola.

«Qui abbiamo paura- dice il portavoce di un gruppo di 15 commercianti che attendono ancora di essere ricevuti dal prefetto- I clienti disertano la zona e noi rischiamo di chiudere gli esercizi o di andare altrove». La nota rivolta al sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia e al prefetto Francesco Cannizzo, contiene lo sfogo di numerosi commercianti che lavorano nel quadrilatero di via Roma, via Magenta, Montebello e via San Martino, da decenni il quartier generale dell’immigrazione nordafricana.

«Le liti continuano a stillicidio- replica il commerciante- si ubriacano, si sfidano, spacciano, rompono le bottiglie per avere un’arma di vetro e si minacciano. A una certa ora la gente ha paura a camminare a piedi». Non parole, ma tutto messo nero su bianco in una lettera inviata al prefetto di Ragusa e al sindaco di Vittoria il 21 settembre scorso rimasta senza esito. E’ firmata da una quindicina di commercianti della via Roma e dintorni, che solo adesso si sono decisi di rendere pubblica. Firme leggibili.

«Spettabili autorità- scrivono i residenti di via Roma- questa lettera è dettata dalla disperazione nella quale ormai siamo giunti. Come è purtroppo ben noto, tale zona sta diventando un Far West dove i litigi si verificano sempre più spesso e non soltanto usando le mani ma facendo sempre più utilizzo di coltelli e bottiglie di birra (molte volte volutamente rotte per diventare più offensive) che vengono dapprima consumate anche dagli stessi autori delle risse. Riteniamo, pertanto, data la gravità della situazione, di dover chiedere un intervento immediato, per evitare la catastrofe, con maggiore e costante impegno di tutte le forze dell’ordine, e dei controlli serrati sulla regolarità delle persone presenti e sulle loro continue illegalità, e noi da parte nostra a siamo pronti a dare tutto il sostegno che ci richiederete».

Pronti a collaborare, dunque, purché ci sia un segnale d’interessamento verso la zona. Perché finora l’incontro auspicato non c’è stato. «Speriamo che con un intervento della stampa- conclude il commerciante- possiamo essere ricevuti in Prefettura per affrontare il problema con la nostra testimonianza di quello che si vive in una zona che è diventata un ghetto».

(Nella foto il tratto di via Roma nei pressi di piazza Manin)