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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 694
VITTORIA - 04/12/2009
Attualità - Vittoria: la crisi dell’ortofrutta fa saltare il sistema imprenditoriale

L´imprenditore Dezio contro la grande distribuzione

L’imprenditore organizza nuova sommossa con un centinaio di agricoltori costretti ad acquistare in contanti e a vendere con incasso dopo 3 mesi. «Colpa della politica e delle organizzazioni sindacali che ci hanno abbandonati» Foto Corrierediragusa.it

«Acquisto in contanti e vendo a pagherò. I conti fra acquisti e vendite non tornano, siamo di nuovo in agitazione. Capofila degli insoddisfatti, come sempre, Peppe Dezio (nella foto), ex consigliere provinciale, inventore del Grappolo e del Garofano d’oro all’Emaia, la «miccia» del comparto agricolo che s’infiamma nei momenti topici e di maggiore crisi.

Dezio è quello che creò il comitato spontaneo del 2000 che fece saltare gli equilibri ventennali al mercato ortofrutticolo e che portò alla chiusura di una ventina di box di commissionari per quella storia della doppia attività? E sempre lui è adesso a suonare l’adunata degli imprenditori agricoli arrabbiati che acquistano in contanti e vendono a pagherò, «tanto che dobbiamo ricorrere alle scoperture bancarie per andare avanti»-dice l’imprenditore agricolo.

Peppe Dezio espone il problema con dovizia di particolari. «Una volta andavamo a comprare sementi, prodotti anticrittogamici e pagavamo con qualche mese di ritardo, appena la campagna entrava in produzione; adesso la musica è cambiata. Le ditte vogliono i soldi in contanti e subito, ma la grande distribuzione acquista il nostro prodotto sulla pianta e ci paga a 90 giorni fine mese. Prima potevamo contare sul credito agrario, adesso non più. Quanto potrà durare?».

Dezio è pronto a organizzare un’altra protesta, coinvolgendo un centinaio di produttori in manifestazioni che si preannunciano molto clamorose. «Per farci sentire, vuol dire che andremo tutti in massa ad acquistare la merce, magari con gli autobus, a svuotare i banconi dei grandi supermercati pagando anche noi a 90 giorni. Perché loro vengono a prendersi il nostro prodotto sulla pianta pagandolo con 3 mesi di ritardo e noi dobbiamo acquistarlo in contanti? E siccome neanche le banche sono ormai tolleranti, noi rischiamo il fallimento. Sì, sto pensando a un comitato spontaneo di produttori arrabbiati, e vi assicuro che siamo già oltre 50».

L’imprenditore Dezio ce l’ha non solo con la grande distribuzione o gli istituti di credito, ma anche anche con la politica e con le organizzazioni sindacali datoriali, Cia, Confagricoltura e Coldiretti. «Ce l’ho con tutti. Dalla destra, al centro, alla sinistra, ai sindacati. Tutti uguali nel disinteressarsi dei nostri guai. Devono capire che i problemi dell’agricoltura non sono solo dentro il perimetro del mercato ortofrutticolo, ma anche fuori».

L’intervento mirato di Dezio arriva in un momento particolare: il crollo totale dei prezzi. Perché? «Perché grazie alle scellerate iniziative politiche internazionali, create dalla sinistra e avallate dalla destra, in questo momento il Marocco sta scaricando in Germania e in Italia, nei mercati di Verona, Milano e Torino, pomodoro a costo zero, cioè con costi di manodopera bassissimi rispetto a quelli che sosteniamo in Italia. Problema vecchio ma mai risolto. Ecco perché mi sembra doveroso evidenziare il lassismo della politica a tutti i livelli».