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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:51 - Lettori online 1117
VITTORIA - 29/10/2009
Attualità - Vittoria: tensioni sociali in vista sulla vicenda Iacp-abusivi

Sfratti, Cultrera e Nicosia si sfidano a «duello popolare»

Nicosia: «Sfrattare 60 famiglie equivale a un terremoto o dissesto idrogeologico». Cultrera: «Questo è linguaggio dell’illegalità. Dal 1989 Vittoria non ha una graduatoria né bandi per l’assegnazione di nuovi alloggi»
Foto CorrierediRagusa.it

S’ingrossa il «partito» dei sindaci contro gli sfratti dei morosi Iacp. Ci vorrà ancora tempo per avviare l’opera di «bonifica» delle case popolari di Vittoria, ma l’atmosfera fa già prevedere un violento scontro istituzionale fra il presidente Iacp Giovanni Cultrera e il sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia (da sx nella foto). E’ bene che Prefettura, Questura e Forze dell’ordine comincino a studiare sin d’ora un ottimo paino d’intervento perché a Fanello si vedranno cose mai viste.

Perché tanto pessimismo? Perché la dichiarazione del «no agli sfratti» del sindaco di Chiaramonte Gulfi Giuseppe Nicastro fa autorevoli proseliti e altri ne farà ancora. Giuseppe Nicosia con la sua dichiarazione «no a sfratti indiscriminati» rulla i tamburi di guerra. E´ uno di quelli che appoggia Nicastro.

Le posizioni del presidente dello Iacp e quella dei sindaci iblei non potranno mai convergere. Perché sindaci e deputati stanno alla larga dalle decisioni impopolari che sta prendendo Cultrera. Lui non chiede voti agli sfrattati, i sindaci e parlamentari sì. Per essere eletti o rieletti hanno bisogno anche di quei voti «popolari». Ecco perché stanno dalla parte degli sfrattati, sebbene il caos che si è determinato sugli alloggi popolari ha responsabilità politiche e locali a tutti i livelli. «Dal 1989- dice Cultrera- Vittoria, unico comune, non ha una graduatoria degli aventi diritto, né bandi per l’assegnazione di nuovi alloggi».

Fatta l’amara e cruda premessa, vediamo come si stanno sfidando a «duello» Cultrera e Nicosia. I dati ufficiali dicono che a Vittoria sono circa 60 le famiglie da sfrattare. Alla media di 4 persone a nucleo, alla vigilia di Natale dovremmo avere sulla strada 250 persone pronte a fare le barricate davanti alle case che gli vogliono togliere.

A parte le dichiarazioni di «stima» sotto l’aspetto umano che i due si scambiano, la terminologia che usano non è proprio un modello di diplomazia istituzionale. Giuseppe Nicosia: «Sono assolutamente d’accordo con il presidente provinciale dell’Anci Giuseppe Nicastro e con i giovani comunisti per quanto concerne gli sfratti. Lo Iacp non è una società di intermediazione immobiliare, ma dovrebbe essere un istituto vocato ad assolvere al fabbisogno abitativo dei meno abbienti. Non si può pensare di risolvere la morosità e l’abusivismo con lo sfratto collettivo di 60 famiglie che equivalgono a circa 250 persone. Non riesco a immaginare che un istituto per le case popolari possa produrre un’azione simile a un terremoto o a un dissesto idrogeologico, lasciando 250 persone senza tetto. Dunque, sono assolutamente contrario a qualunque azione, anche se formalmente corretta che, in sostanza, non fa che acuire in modo drammatico un problema sociale come quello della casa, in un momento di gravissima crisi economica in cui le famiglie non possono neppure pagare l’affitto».

Da ricordare che i «giovani» comunisti hanno dato la stura al problema con quelle accuse specifiche al presidente Iacp. «Le case popolari cadono a pezzi, fai partire le manutenzioni». Con quali soldi, rispose Cultrera, «se nessuno paga perché partiti e politici non fanno pagare i canoni e consentono l’abusivismo?»

Nicosia chiede a Cultrera di concordare le modalità di rientro per gli inquilini morosi. «E troverà l’aiuto dell’ente Comune. Si concordi la fuoriuscita degli abusivi con un programma definito e finalizzato all’ingresso nelle abitazioni di persone che davvero non hanno una casa. Ma non si proceda con gli sfratti, se non si individuano prima soluzioni alternative alla crisi degli alloggi popolari. Aspetto di incontrare i vertici dello Iacp, per vedere come affrontare la situazione insieme, e nel migliore dei modi. Ad ogni modo, sia chiaro che il mio è un NO deciso e netto, e su questo sarò irremovibile, a sfratti indiscriminati che provocherebbero enormi problemi sociali e di ordine pubblico».

La risposta del presidente Cultrera: «Nicoia tenta di coprire le gravissime mancanze del Comune. «Sono sorpreso dal tono usato dal Sindaco Nicosia - dichiara il Presidente dell’Iacp Cultrera - e ciò che mi sorprende, però, è il fatto che, agli ingressi di Vittoria, sulla strada, sono collocati cartelli con la scritta «Vittoria città antimafia - custode della legalità» e lo stesso Sindaco se ne fa il garante, sbandierandolo sempre, dappertutto e in ogni occasione. E’ lo stesso Sindaco che organizza nelle scuole, a scadenza annuale, i famosi «percorsi di legalità» che, a quanto pare, non sono altro che «passatempo» o giochini» per bambini. Le dichiarazioni di Nicosia sono allarmanti, pericolose e poco responsabili, perché potrebbero favorire situazioni di maggiore tensione, se non addirittura scontri, quando l’Iacp andrà a eseguire le operazioni di sfratto. Farà le barricate con i vigili urbani per impedirci di ripristinare la legalità? Sarebbe davvero uno spettacolo poco edificante, a quel punto, vedere due fazioni l’una contro l’altra: da una parte, lo schieramento della società sana, civile e rispettosa delle leggi, dall’altra, Il Sindaco Nicosia circondato dagli abusivi di contrada Fanello».

Riguardo alla migliore soluzione del problema, il presidente Cultrera si dichiara disponibile a rateizzare (anche sino a 72 mesi per importi considerevoli) ai morosi con le modalità decise dall’Istituto. «Non penso - continua Cultrera - che il sindaco Nicosia voglia tentare di coprire, con le sue dichiarazioni, le gravissime mancanze del Comune di Vittoria, ch’è privo di una graduatoria dall’anno 1989, quindi da ben vent’anni, risultando l’unico comune della provincia dove non esistono graduatorie, né bandi per l’assegnazione di nuovi alloggi. Sono queste situazioni che favoriscono l’illegalità che, a quanto pare, si vuole mantenere a ogni costo da più parti. Gli sfratti - conclude Cultrera - avverranno in modo razionale e graduale, per cui non si preoccupi il sindaco Nicosia: se ne ha voglia e buona volontà, cominci a preparare una seria politica sociale per far fronte, sempre in modo graduale, alle esigenze e ai bisogni delle famiglie che, da qui a qualche tempo, si troveranno senza un tetto».