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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 609
VITTORIA - 29/09/2009
Attualità - Vittoria: acque agitate alla scuola «Marconi»

Provincia: tolto pulmino ai disabili, genitori in agitazione

Il preside Giuseppe Tumino: «E’ vero, sono a conoscenza del problema e delle proteste dei genitori». L’assessore Piero Mandarà risponde: "I tagli dei fondi non ci permettono di affrontare spese"

I genitori di alunni diversamente abili dell’Istituto "Marconi" di Vittoria sono sul piede di guerra contro la Provincia. E’ stato eliminato il servizio del pulmino che portava gli alunni a scuola. I normodotati hanno iniziato a settembre, ma i diversamente abili cominceranno il 1 ottobre, perdendo un bel po’ di giorni di lezioni. In tutto ciò viene ravvisata una «interruzione di pubblico servizio».

Un disservizio che i genitori degli studenti hanno denunciato con forza al prefetto, al dirigente del Provveditorato, al presidente della Provincia e agli organi di informazione. Il preside Giuseppe Tumino conferma. «Sì- dice- sono a conoscenza di questa lettera che i genitori hanno inviato alle istituzioni per denunciare un disservizio che credo ci sia tutto».

Le lamentele sono parecchie. Fra tutte, la sistemazione degli alunni nelle classi. Una recente delibera provinciale dispone di sistemare nella stessa sede tutti i disabili che necessitano di assistenza igienico-sanitaria. E c’è di più. «Il Consiglio provinciale- lamentano i genitori- ha deliberato la riduzione del numero degli assistenti rispetto agli anni scorsi; inoltre tutti i disabili devono essere inseriti nella stessa sede. Ma così facendo non si rischia di creare un ghetto? Tutto questo è stato imposto dal Consiglio provinciale, con quale potere?».

A leggere le precedenti disposizioni ministeriali, emerge una palese contraddizione sul modo di intendere e trattare il problema. La circolare ministeriali indica di distribuire gli alunni in diverse classi, proprio per farli integrare meglio; la Provincia dispone esattamente il contrario.

A lamentarsi, anche gli insegnanti di sostegno, che hanno nominato un avvocato a difesa dei loro diritti, pronti a ricorrere al Tar, qualora si verificasse una diminuzione dei posti di lavoro che finirebbe col ridurre il numero degli assistenti.

La risposta dell’assessore provinciale alle Politiche sociali Piero Mandarà, è di quelle che fa pensare a un inasprimento dei rapporti con i genitori (gli autori della denuncia al prefetto e non il preside Giuseppe Tumino). L’assessore giustifica tagli e disservizi e discolpa l’ente Provincia.

«Il Consiglio provinciale, nella seduta del 3 agosto scorso, ha approvato un regolamento che disciplina l’assistenza ai diversamente abili che frequentano le scuole del nostro territorio. Premesso che l’assistenza di base deve essere, per legge, garantita dai singoli istituti scolastici, la Provincia ha dovuto rivedere i meccanismi di erogazione dei servizi in questione istituendo nuovi parametri che salvaguardano i diritti dei singoli cittadini ed evitano lo spreco di risorse pubbliche».

«È discutibile –continua l’assessore Mandarà- l’affermazione che la disposizione regolamentare di raggruppare in poche classi gli studenti che necessitano di assistenti sociali sia il tentativo di creare una sorta di ghetto per disabili. Tale disposizione è invece necessaria affinché sia possibile dare un’assistenza con un rapporto operatore-allievo, di uno a due o uno a tre, diminuendo così i costi a carico della collettività. I tagli dei fondi pubblici che abbiamo subito in questi ultimi anni non ci permettono più di affrontare spese che non abbiano un immediato rapporto positivo tra costi e benefici».

Riguardo al mancato inizio del servizio di trasporto il 1 settembre, Mandarà sostiene che «è la logica conseguenza del fatto che il nuovo regolamento provinciale è entrato in vigore, il primo ottobre. Quando nei prossimi giorni tutto andrà a regime, saremo in grado di comprendere come migliorare, in caso di necessità, i servizi che sono di nostra competenza».