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VITTORIA - 07/07/2009
Attualità - Vittoria: dopo anni d’attesa, inaugurata la nuova libreria

«Bixio64», via della Cultura e delle segreterie politiche

Un evento, la riapertura della libreria, luogo di consultazione, confronto, scambi culturali e, si spera, di acquisti
Foto CorrierediRagusa.it

Fece clamore la chiusura. E’ giusto che ne faccia altrettanto la riapertura. Al civico «Bixiosessantaquattro», ribattezzata via della Cultura e delle segreterie politiche, riapre la libreria, l’unica in una città di 60 mila abitanti ad altissima vocazione agricola. Il luogo che mancava e che mira a diventare un «Caffè letterario», centro di aggregazione sociale e di scambi culturali.

Il caso ha voluto, giura il giornalista Gianni Licitra (nella foto), uno dei soci che la gestisce, che nascesse accanto alla segreteria politica del deputato regionale del Pd Giuseppe Digiacomo e di fronte alla segreteria politica del deputato regionale dell’Mpa Riccardo Minardo.

Un’occasione di crescita e di confronto per entrambi. Un travaso di cultura da una testa all’altra. Nei ritagli di tempo Riccardo Minardo, tra un ricevimento e una pausa, potrà andare a sfogliare qualche libro nella stanza di fronte, confrontare il suo pensiero pragmatico con quello più ideologico del collega all’Ars Pippo Digiacomo, che di libri ne ha pure scritto qualcuno prima che scendesse nell’arena politica.

Vista l’attiguità qualcuno ha pensato: una libreria di destra o di sinistra? A differenza della parità uomo-donna, la cultura dovrebbe essere asessuata. Fra gli scaffali ho visto testi su Marx e su Nietzche, su Hitler e su Stalin: giusto per par condicio. E ho pure comprato «Il Revisionista», l’ultimo di Gianpaolo Pansa, uno dei più grandi giornalisti viventi che ha raccontato meglio di altri e con ineffabile ironia il crollo del sistema partitocratrico della Prima Repubblica. Uno che ha reso felici i comunisti della prima generazione e che dopo avere svelato le grandi bugie del passato ha fatto gioire anche gli ex fascisti ormai in via d’estinzione.

Vendere libri a Vittoria è mestiere difficile. Un po’ come piazzare frigoriferi agli esquimesi e pompe di calore agli africani più a sud. Abbiamo il dovere di provarci, alimentare quotidianamente via «Bxiosessantaquattro», ribattezzata via delle segreterie politiche e della Cultura.

All’angolo di piazza del Popolo con via Bixio inizia un tratto di strada importante: la dimora dell’ex sindaco Francesco Aiello, dieci metri più avanti lo studio notarile di Giuseppe Traina, più laboratorio culturale che luogo di transazione, un paio di circoli e associazioni a destra e a manca, la sede delle «Generali», gli uffici comunali, la libreria che mancava, la segreteria Digiacomo e quella di Minardo, la sede della Cgil e, dulcis in fundo, laddove c’era una farmacia, una rivendita di frutta e verdura all’angolo via Dei Mille. Giusto così, mica si campa di sola cultura.