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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:43 - Lettori online 1178
VITTORIA - 29/10/2008
Attualità - Vittoria – Il sindaco non ritira l’ordinanza e spiega il perché

La diffida del prefetto Fanara? «Un buffetto amministrativo»

Continua lo scontro istituzionale fra Comune e Prefettura. Il Pd provinciale difende Nicosia. An e Fi a sostegno di Vindigni
Foto CorrierediRagusa.it

L’ordinanza non si ritira, cadrà da sola il 31 ottobre, dopo 10 giorni di efficacia, «pronta a essere riadottata a salvaguardia della città, da soprusi e da ritorsioni e per evitare nuove emergenze igienico-sanitarie». Parola del sindaco Giuseppe Nicosia (nella foto).

Il primo cittadino non si fa intimorire dalla diffida del prefetto. Sicuro della bontà del suo atto, forte della solidarietà del Partito provinciale, che in una nota firmata da Pippo Digiacomo e Tuccio Di Stallo si censura il comportamento del presidente dell’Ato Gianni Vindigni. «Come si permette a chiedere le dimissioni di un sindaco eletto democraticamente dal popolo?».

Insomma, la querelle sui rifiuti è destinata a riespolodere più violenta di prima. Anche se la risposta del sindaco al prefetto lascia intravedere segnali di apertura al dialogo, in certi passaggi riemerge il braccio di ferro istituzionale fra palazzo Iacono e Prefettura.

Interpretiamo la risposta del sindaco al prefetto in tutte le sue sfumature. «Abbiamo precisato –afferma Nicosia- che si è trattato di un provvedimento assunto a seguito di gravi violazioni che richiedevano un intervento urgente in materia igienico-sanitaria, e non certo di sicurezza. Sulla base di questi presupposti, gli uffici dell’Ente restano convinti dell’assoluta legittimità del nostro operato. Per evitare problemi, già il giorno seguente all’emissione e all’attuazione dell’ordinanza, avevo chiesto agli uffici di verificare se sussistessero le condizioni per superare il provvedimento. Ma gli uffici hanno segnalato la permanenza delle condizioni che avevano reso necessaria l’ordinanza».

L’ordinanza è revocabile, dice Nicosia, ma è subordinata ad alcune condizioni. Quali? «Se gli stessi uffici dovessero segnalarmi il venir meno delle condizioni igienico-sanitarie, e qualora l’ordinanza non dovesse estinguersi naturalmente (visto che ha una durata di dieci giorni), sarò ben lieto di revocarla»

L’opposizione, però, grida alle dimissioni del sindaco. Fra questi Marco Greco e Giovanni Moscato di An e Riccardo Terranova di Forza Italia. Nicosia risponde così: «A chi interpreta la lettera del prefetto come una diffida, voglio dire che sono ben lieto di prendere un «buffetto» amministrativo dal Prefetto, se è il prezzo da pagare per avere fatto il possibile per liberare la città dall’emergenza rifiuti in cui l’Ato Ambiente l’aveva cacciata. Spero che l’Ato non sia così dissennata da farci ricadere nella stessa drammatica situazione sanitaria, ma assicuro al Prefetto e alla cittadinanza che, anche ricorrendo ai preziosi suggerimenti dell’Ufficio territoriale del Governo, adotterò sempre ogni provvedimento lecito e utile per salvaguardare la città da soprusi e da ritorsioni e per evitare nuove emergenze igienico-sanitarie. Resta incomprensibile, in questa vicenda, l’atteggiamento di chi, come l’Ato, ha ritenuto che, a seguito di una piccola morosità del Comune, tra l’altro ampiamente contestata nel quantum, si possano emanare atti ritorsivi così illegittimi, che non possono ricevere avallo e condivisione da parte di nessun organo dello Stato».

Il prefetto di Ragusa Carlo Fanara