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VITTORIA - 28/10/2008
Attualità - Vittoria – Il prefetto di Ragusa scrive al sindaco Nicosia

Il prefetto batte i pugni: "Ordinanza da ritirare"

Carlo Fanara esibisce i muscoli: «Non c’erano i motivi di contingibilità, bastava solo un acconto per riaprire la discarica"
Foto CorrierediRagusa.it

L’ordinanza sindacale del 21 ottobre scorso, con la quale il sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia imponeva di riaprire d’imperio la discarica di contrada Pozzo Bollente, è illegittima e dev’essere ritirata. A dire queste cose non è un uomo qualsiasi. Parla, o meglio scrive, il prefetto di Ragusa Carlo Fanara (nella foto), il rappresentante del Governo in Provincia.

Il monito è diretto al sindaco Nicosia, estensore dell’ordinanza 49 del 21 ottobre, con la quale, appunto, intendeva risolvere il problema del blocco della discarica dovuto alle agitazioni sindacali dei dipendenti della Icom, creditori di diversi mesi di stipendi.

Il prefetto Carlo Fanara ha atteso qualche giorno, ha studiato bene gli atti dal punto di vista giuridico, e soprattutto delle competenze, e ha preso una decisione clamorosa. Ha scritto al sindaco di Vittoria, al presidente dell’Ato Gianni Vindigni, al Procuratore della Repubblica, al Questore di Ragusa Giuseppe Oddo e alla Icom, per dichiarare l’atto del sindaco una forzatura, quasi un abuso rispetto ai poteri di un sindaco.

Era dai tempi di Prestipino Giarritta che un rappresentante di Governo non mostrasse muscoli in maniera così esplicita e vigorosa. Semplificando al massimo il linguaggio giuridico usato nella nota del prefetto, si dice che l’intervento per fatto «contingibile» è permesso a un sindaco solo quando non ci sono altre strade percorribili. La strada percorribile, in questo caso, era quella di dare un contributo economico come tutti gli altri comuni per pagare gli operai e aprire la discarica senza bisogno di ordinanza, di polizia e vigili urbani.

Per essere ancora più chiaro, il prefetto ricorda che «l’adozione dei provvedimenti d’urgenza spetta allo Stato o alle regioni in ragione della dimensione dell’emergenza e dell’eventuale interessamento di più ambiti regionali. Pertanto, in dipendenza delle osservazione formulate- conclude Carlo Fanara- e riconfermando la più ampia e leale collaborazione con le amministrazioni comunali, si conferma l’invito già formulato il 21 ottobre scorso a ritirare l’atto». C’è chi, a questo punto, immagina che la querelle diplomatico-istituzionale fra Prefettura e Comune di Vittoria possa non finire qui.

IL presidente dell’Ato Gianni Vindigni ritorna a dare fiato alle trombe. «Non è un atto di giustizia nei miei confronti- dichiara- ma della città di Vittoria che ha vinto contro un atto di illegittimà compiuto dal sindaco, che a questo punto non può governare Vittoria in maniera arrogante».