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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 412
VITTORIA - 22/10/2008
Attualità - Vittoria - Alla discarica di Pozzo Bollente si torna al lavoro

75 mila euro d´acconto alla Icom e la discarica riapre

Dopo un’ordinanza del sindaco e un bonifico dell’Ato, svuotati a tempo di record i cassonetti nella città di Vittoria Foto Corrierediragusa.it

Dopo due giorni di caos, Vittoria ritorna città normale. I cassonetti dell’immondizia sono stati svuotati e gli operati della Icom hanno riaperto i cancelli della discarica di contrada Pozzo Bollente.

L’Ato ha effettuato un bonifico di 75 mila euro alla Icom che ha provveduto subito a girarli ai dipendenti a titolo di acconto. E l’emergenza è finita. Per quanto tempo ancora non si sa, perché in mancanza di una pianificazione della vicenda, il disagio potrebbe riesplodere da un momento all’altro.

Il bonifico è stato possibile grazie al versamento di 64 mila euro da parte del comune di Comiso. A questi l’Ato ha aggiunto 11 mila euro fino a raggiungere la cifra di 75 mila euro girati alla Icom per pagare gli operai.

Tutto questo dopo la turbolenta giornata di martedì, che aveva fatto registrare un vero e proprio braccio di ferro fra Comune di Vittoria, Ato e Icom. Una situazione molto calda che ha fatto temere per l’ordine pubblico. Per fortuna i soggetti interessati si sono mantenuti dentro i binari della correttezza e della civiltà grazie ai nervi saldi e alla professionalità dimostrati da Carabinieri, Polizia e Vigili urbani.

Perché tutto ritorni nella normalità occorre che i comuni morosi paghino l’Ato. Cominciamo da Comiso. Alfano s’è impegnato ad erogare altri 40 mila euro nei prossimi giorni. Modica ha promesso 100 mila euro fra una settimana. Acate 30 mila il più presto possibile. Il Comune di Vittoria non ha parlato di cifre, ma s’è impegnato sulla parola a fare la sua parte. Un dubbio. Che fine hanno fatto i crediti che Vittoria vanta nei confronti di Comiso relativi alla gestione amministrativa passata?

Le polemiche, comunque, restano alte. Quel clima di serenità che l’anno scorso si registrava fra Giuseppe Nicosia e Giovanni Vindigni è un lontano ricordo. Da più parti si levano richieste di dimissioni verso Vindigni. Lo accusano di non aver fatto partire il bando unico di gara per la raccolta differenziata e di «sperperare denaro pubblico- scrive Nicosia- per organizzare feste che pubblicizzano una raccolta differenziata che non esiste e non esisterà chissà per quanto tempo ancora».

Dai vertici dell’Ato fanno sapere che i 615.970 euro stanziati per la comunicazione sono fondi comunitari e vanno speso entro il 31 dicembre del 2009, pena la perdita. Ad oggi l’Ato ha speso solo 185 mila euro, all’incirca il 30% del totale.