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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 722
VITTORIA - 19/10/2008
Attualità - Giovanni Battaglia ha tranquillizzato telefonicamente i familiari

Sta bene il tenente colonnello di Vittoria ferito in Afghanistan

Aveva 18 anni quando entrò all’Accademia. E’ stato inviato
in missioni rischiose anche in Bosnia, Kosovo e Iraq
Foto CorrierediRagusa.it

Sta bene e ha già parlato telefonicamente più volte con la famiglia che vive a Vittoria: la mamma Nicolina 72 anni, il fratello Claudio e due sorelle. Il tenente colonnello Giovanni Battaglia (nella foto), 42 anni, vittoriese, non è uno sprovveduto nell’attività militare, la sua grande passione sin da giovane.

Dopo aver frequentato l’Accademia militare, ha iniziato a peregrinare per le zone più calde del pianeta in forza alla Brigata Aosta di stanza a Messina: Bosnia, Kosovo, Iraq, Afghanistan. E proprio a Herat sabato mattina è rimasto ferito durante una missione insieme ad altri 6 militari italiani. Tanta paura, ma per fortuna ferite lievissime alle gambe che non hanno richiesto neanche una breve degenza ospedaliera.

L’alto ufficiale ha subito telefonato alla mamma e ai congiunti a Vittoria per tranquillizzarli con la sua stessa voce. Il fratello Claudio lavora nel settore turistico, risponde con garbo alle domande dei giornalisti che hanno preso d’assalto il suo telefono, ma non vuole rilasciare molte dichiarazioni. Preferisce rimanere nella discrezione.

"Abbiamo avuto paura, l’episodio ci ha scosso, ma ora siamo tranquilli perché sappiamo che Giovanni sta bene. Siamo stati contattati dal comandante della Compagnia dei Carabinieri di Vittoria, il capitano Giovanni Palatini, che ci ha tranquillizzati circa le condizioni di salute di mio fratello e la cosa ci ha fatto molto piacere. Tornerà? La sua è una missione. Il rischio fa parte del suo lavoro. E’ a disposizione dello Stato".

Fra i primi dei vittoriesi a essere preoccupati per quanto successo ai militari italiani vittime di un kamikaze afgano, il sindaco Giuseppe Nicosia. "Esprimo sentimenti di vicinanza e di gratitudine al tenente colonnello Giovanni Battaglia e a tutti i militari coinvolti nell’attentato di stamani. Quella dei militari italiani è un’opera coraggiosa e importante nei confronti della popolazione afghana, un’opera che svolgono con dignità, professionalità e sacrificio in difesa della pace. Al tenente colonnello Battaglia va il mio augurio di pronta guarigione e il mio apprezzamento per il suo encomiabile impegno al servizio della nazione".


LA CRONACA DELL´ATTENTATO A HERAT

Sette militari italiani sono rimasti coinvolti nell´esplosione di un´autobomba oggi in Afghanistan: cinque sono rimasti feriti, uno di loro in modo più serio degli altri, anche se le loro condizioni in generale non destano preoccupazioni. Due veicoli hanno subito danni.

L´attacco è avvenuto sabato mattina alle 7.40 ore locali, le 5.10 in Italia, vicino all´aeroporto di Herat, dove è di base il contingente italiano. L´attentatore suicida, alla guida di un´auto carica di esplosivo, si è fatto esplodere contro una colonna di mezzi italiani. L´esplosione è stata tremenda: uno dei tank italiani è uscito fuori mentre il secondo blindato si è rovesciato su un fianco. Feriti tre ufficiali, due sottufficiali e un militare di truppa.

I feriti sono il tenente colonnello Giovanni Battaglia, di Vittoria in provincia di Ragusa, effettivo al reparto comando e supporti tattici Aosta, con sede a Messina; il capitano Giuseppe Cannazza, di Galatina in provincia di Lecce, effettivo allo stato maggiore esercito, con sede a Roma; il primo maresciallo Fabio Sebastiani, di Palermo, effettivo al comfoter, con sede a Verona; il maresciallo ordinario Alessandro D´Angelo, di Messina, effettivo al reparto comando supporti tattici Aosta, con sede a Messina; il caporal maggiore scelto Giuseppe Laganà, di Melito Porto Salvo in provincia di Reggio Calabria, effettivo al primo reggimento bersaglieri di Cosenza. Due delle persone coinvolte hanno riportato lesioni solo superficiali e sono state subito dimesse. In osservazione rimangono D´Angelo, Cannazza e Sebastiani.

L´unità di reazione rapida (QRF) e il nucleo artificieri (EOD) sono subito intervenuti e hanno messo in sicurezza l´area per favorire lo sgombero dei feriti, che sono stati trasportati nell´ospedale da campo della base italiana di Herat da dove nei prossimi giorni saranno trasferiti in Italia. I feriti hanno avvisato personalmente le famiglie.

"Tutte le indicazioni" raccolte sullo scenario afgano "indicano un innalzamento, se non dal punto di vista quantitativo, della qualità dello scontro", sottolinea il ministro della Difesa Ignazio La Russa. L´episodio, continua il ministro, dimostra "l´elevazione del livello di organizzazione nel portare attacchi".

Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha espresso in una nota profonda e sincera vicinanza ai sei soldati italiani feriti questa mattina a Herat, in un attentato suicida. "Auguro ai nostri militari una pronta e completa guarigione", afferma il Schifani, "la loro presenza in Afghanistan, assieme a quella di tutti i soldati italiani in missione, rappresenta un presidio fondamentale a tutela della sicurezza e della pace".

Quello contro gli italiani a Herat è stato il secondo attacco contro un contingente Isaf nelle ultime ventiquatt´ore. Ieri sera a Kandahar, ex roccaforte dei talebani nel sud del Paese, l´aeroporto è stato obiettivo di un lancio di razzi e due soldati del contingente bulgaro sono rimasti feriti in modo non grave, stando a quanto ha riferito questa mattina da Sofia il ministero della Difesa.

Dall´inizio dell´anno a tutto settembre sono stati 84 gli attacchi suicidi in territorio afghano, contro i 119 dell´anno precedente: la maggior parte delle vittime sono state civili, sebbene il bersaglio fossero i militari stranieri. I militari italiani in Afghanistan sono circa 2400, fra Kabul e Herat, nell´ovest, dove è schierato il grosso del contingente.

(Fonte: repubblica.it)