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VITTORIA - 27/09/2008
Attualità - Vittoria - L’annosa vicenda delle perforazioni a Sciannacaporale

Panther contro Nicosia a suon di comunicati e interpretazioni

Per la società texana nessun rischio per la sorgente che serve Vittoria. Agli antipodi il sindaco. La perizia oggetto di discussione Foto Corrierediragusa.it

In attesa del pronunciamento definitivo del Tar di Catania sulla vicenda delle perforazioni nei pressi della sorgente di Sciannacaporale per la ricerca di idrocarburi, continua il botta e risposta a suon di comunicati tra la Panther e il sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia (nella foto a Sciannacaporale).

Ad aprire di nuovo il dibattito a distanza era stata proprio la società texana, la quale aveva reso noto d’aver depositato al Tar, lo scorso 22 settembre, la relazione conclusiva sottoscritta dall’equipe di esperti, incaricati dagli stessi giudici etnei di fare chiarezza sulla questione. «Tale consulenza d’ufficio, in riferimento alla realizzazione del pozzo Gallo Sud, nel territorio di Ragusa – si legge nella nota della Panther – pone finalmente una chiara interpretazione della vicenda.

«La tecnica di perforazione proposta da Panther – si legge nella relazione dei periti – è di tipo standard, scelta dovuta alla maggiore confidenza dell’attività, poiché, come ha sempre sostenuto la società, in decenni di attività di perforazione nel territorio ragusano, mai si sono verificate problematiche di inquinamento della falda idrica». I tecnici della commissione sostengono, quindi, che « il rischio di un suo inquinamento esiste, anche se è un rischio non quantificabile ma, con determinati accorgimenti. un controllo attento delle attività è in grado di scongiurarlo o minimizzarlo, come in tutte le attività similari».

Il progetto della Panther prevede l’utilizzo di acqua e bentonite, il monitoraggio dei fanghi, dei cementi e dei reflui in aggiunta ad altre soluzioni integrative proposte, utili al maggiore monitoraggio della falda. «E’importante evidenziare – conclude la nota della società petrolifera texana – che le conclusioni della consulenza tecnica d’ufficio, in nessuna parte, hanno rilevato la necessità di intervento del comune di Vittoria nella procedura di valutazione di impatto ambientale, così come invece aveva sostenuto per mesi il sindaco Giuseppe Nicosia».

Le risultanze dei periti nominati dal Tar sono dunque considerate positive dalla Panther, la quale conferma «la sua capacità di individuare ed applicare tutte le tecnologie necessarie, peraltro già provate da decenni di applicazioni similari nel territorio, ed ogni precauzione possibile al fine scongiurare ogni pericolo di inquinamento».

Il sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia non ci sta e si pone agli antipodi rispetto al punto di vista della società texana. «Questo trionfalismo della Panther non trova alcuna giustificazione, visto che dalla stessa perizia si evince che le tesi della società petrolifera sono state smontate una per una, e che i tecnici d’ufficio hanno riconosciuto il rischio di inquinamento delle falde acquifere, da noi ampiamente evidenziato.

E’ indubbio – si legge a pagina 26 della consulenza dei periti del Tar – che l’area di interesse sia ubicata in una zona ad elevato rischio sismico, e di ciò bisogna prenderne atto in ogni esecuzione progettuale si svolga in tale area, criterio non evidenziato nel progetto illustrato dalla Panther Eureka per lo studio di impatto ambientale del pozzo Gallo Sud 1. A pagina 32 – aggiunge il sindaco – dopo avere evidenziato l’alto coefficiente di permeabilità dell’area e la possibilità di fenomeni carsici, i periti giungono alla conclusione che tali situazioni determinano in generale un’alta vulnerabilità all’inquinamento di tali acquiferi e delle falde in esse contenute.

A pagina 56 – conclude Nicosia – i periti contestano espressamente la documentazione prodotta dai consulenti di parte della Panther Eureka, laddove sostengono che le affermazioni espresse nei documenti redatti sono alquanto generiche e basate su studi a grande scala e quindi non applicabili in maniera esaustiva al caso in esame».