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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 799
VITTORIA - 24/08/2016
Attualità - Interessate soprattutto la zona della Lanterna e del porto turistico

Scoglitti: impianto depurazione in tilt, melma in strada

Operatori ecologici, Vigili del Fuoco e Protezione civile al lavoro. Il sindaco: "Eredità pesante" Foto Corrierediragusa.it

L’abbondante pioggia ha mandato in tilt l’impianto di pre trattamento delle acque reflue. La zona del porto turistico, della Lanterna (foto) e di via Bassanesi sono state invase dal liquido fuoriuscito dalla condotta che non ha retto l’afflusso di acqua provocato dalla pioggia. La frazione si è ritrovata dunque a convivere con una situazione già vissuta negli anni passati perchè le acque reflue si sono riversate per strada con tutte le conseguenze, soprattutto maleodoranti, del caso. Infatti insieme alle acque piovane sono fuoriuscite le acque reflue perchè nella frazione la condotta di acqua bianche e acque reflue è unica. Scoglitti non ha un impianto di depurazione e l’impianto di depurazione nei pressi del far è inadeguato ed insufficiente a gestire tutto l’afflusso di acqua che arriva in casi di pioggia abbondante o nei periodi di punta come agosto quando la frazione scoppia per le presenze. L’amministrazione non ha potuto far altro che mandare in strada subito gli operai del servizio ecologico per ripulire le strade grazie anche al supporto tecnico di Vigili del Fuoco e Protezione civile.

Il sindaco Giovanni Moscato ha dovuto prendere atto di quanto successo: «Ereditiamo una situazione di gravissima arretratezza strutturale Quanto accaduto è la dimostrazione di una gestione amministrativa passata scellerata. Nonostante i nostri sforzi tesi ad evitare sversamenti con una pulizia costante dell’impianto e un monitoraggio continuo, effettuato secondo le prescrizioni dell’Arpa, non è stato possibile evitare i disagi. Ad aggravare tale situazione già di per sé critica che abbiamo ereditato vi è stata la paradossale chiusura dello scolmatore di piena operata in passato. Si tratta di una dotazione tecnologica obbligatoria per legge che avrebbe evitato, come in questo caso di piogge copiose, la fuoriuscita delle acque dai tombini. Tra l’altro siamo anche stati commissariati per non aver utilizzato il finanziamento del Cipe di 8 milioni di euro per il depuratore».