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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1486
VITTORIA - 29/03/2016
Attualità - L’impresa è cominciata nel giorno di Pasquetta

Ben 400 km a piedi da Kamarina a Mozia

Per non perdere la memoria storica degli antichi percorsi rurali Foto Corrierediragusa.it

Devono percorrere la non indifferente distanza di 400 chilometri, tutti solo con la forza dello loro gambe, per raggiungere l’isola di Mozia, nel Trapanese. E’ l’impresa che si sono intestati i due ricercatori vittoriesi «camminanti» Gaetano Melfi e Peppe De Caro (foto). Un’impresa cominciata proprio ieri, giorno di Pasquetta, con punto di partenza il promontorio di Kamarina, nei pressi dell’omonimo sito archeologico. Lo scopo dei due ricercatori consiste nel mappare l’antica «trasversale sicula» attraverso le «regie trazzère» di un tempo, le cosiddette strade secolari rimaste pressoché intatte nonostante il mondo tutt’intorno si sia evoluto e sia cambiato (non necessariamente in meglio). Si tratta quindi di percorrere a piedi quell’antico itinerario che lo studioso e archeologo Biagio Pace riteneva esistesse per toccare i cosiddetti «verticì della Sicilia». In questo modo i due ricercatori di Vittoria intendono restituire alla memoria e alla fruibilità pedonale interi territori dimenticati, ma che nei secoli hanno costituito per millenni l’asse portante degli spostamenti e dell’economia isolana, mantenendo ancora oggi intatta la loro storia e le loro peculiarità.

«Vogliamo recuperare con questa operazione – dice Tano Melfi – la memoria storica degli antichi percorsi rurali e con essi tutte le testimonianze come città, fondaci, abbeveratoi, stazioni di posta, ponti che si avvicendavano lungo le strade. La nostra mission consiste dunque nel restituire – conclude – un pezzo di identità storico-culturale ad un intero paese, attraverso la mappatura e la riscoperta delle vecchie strade che uniscono la Sicilia orientale a quella occidentale». L’immenso patrimonio delle «trazzère» si formò nel corso dei millenni e andò sviluppandosi in epoca preistorica per la transumanza degli animali e per collegare tra loro i primi centri abitati che si andavano formando nell´Isola, fino all’impennata economica tra il II e il I millennio e le conseguenti necessità legate ai collegamenti e agli scambi.