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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:16 - Lettori online 948
VITTORIA - 19/01/2016
Attualità - Lieto fine nella drammatica vicenda del muratore che si sacrificò per non perdere l’immobile

La casa dei Guarascio torna alla famiglia

La moglie e le 2 figlie di Giovanni Guarascio non saranno mai più sfrattate Foto Corrierediragusa.it

La famiglia Guarascio non sarà mai più sfrattata da quella casa di via Brescia nel cui garage il muratore Giovanni Guarascio si diede fuoco il 14 maggio 2013 per non perderla all’asta: il Movimento 5 stelle all’Ars ha difatti restituito la casa alla moglie e ai figli del vittoriese dopo averla acquistata dal nuovo proprietario. La casa finì all’asta e fu ceduta ad una somma di parecchio inferiore al valore di mercato (29 mila euro rispetto ai circa 80 mila euro di valore) a causa di un piccolo debito di 6 mila euro con una banca. Ora però i Guarascio non saranno più costretti a traslocare: la moglie ed i figli del muratore di 64 anni, deceduto circa una settimana dopo il drammatico fatto per le gravi ustioni riportate, avranno la sicurezza di poter dormire tranquilli con un tetto sulla testa. La casa fu peraltro costruita mattone su mattone dallo stesso Giovanni Guarascio dopo tanti anni di sacrifici. Ora, come accennato, i deputati regionali del Movimento 5 Stelle hanno provveduto ad acquistare la casa, subito donata alla famiglia.

L’acquisto dell’immobile è stato reso possibile grazie alle somme che i deputati grillini accantonano mensilmente, rinunciando a gran parte del loro stipendio. L’attuale proprietario si era reso disponibile a recedere dall’acquisto. «La donazione dei deputati 5 stelle – come si legge nel comunicato – è altamente simbolica dal momento che serve infatti ad accendere i riflettori sulla legge voto sull’impignorabilità della prima casa, fortemente voluta dal M5S (prima firmataria è la parlamentare Cinquestelle Vanessa Ferreri) attualmente ferma al Senato. La legge è stata approvata all´unanimità dall’Ars il 22 ottobre del 2014, ma da allora ha fatto pochissima strada a Roma.

Nella foto sopra la casa nel momento della tragedia e, nel riquadro, Giovanni Guarascio


Demagogia e propaganda
20/01/2016 | 11.48.39
Riccardo

Bel gesto, se si fosse mantenuto un dignitoso silenzio.
Rendendola pubblica si trasforma in propaganda elettorale attuato sulle spalle di una famiglia disperata.
E non resolve il problema dei tanti altri nella stessa situazione che ora si potrebbero anche sentire discriminati per non aver avuto la propria casa salvata.