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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 433
VITTORIA - 21/11/2015
Attualità - Il compratore retrocederà l’immobile per 29 mila euro

Tornerà ai Guarascio la casa di via Brescia

La schiarita nella vicenda si era avuta grazie all’intermediazione fondamentale del prefetto Annunziato Vardé
Foto CorrierediRagusa.it

Quella casa di via Brescia tornerà ad essere di proprietà della famiglia Guarascio. Le trattative sono a buon punto per la retrocessione dell’immobile dall’attuale proprietario, che lo comprò all’asta, agli eredi del muratore 64enne Giovanni Guarascio (nel riquadro della foto della casa), che morì dopo essersi dato fuoco per la disperazione di restare senza un tetto sulla testa. La conferma delle trattative in corso arriva dall’avvocato Carmelo Scarso, legale di fiducia di Orazio Sciagura, attuale proprietario della casa di via Brescia. «Il mio assistito – dichiara l’avvocato al telefono – è disponibile a retrocedere dall’acquisto dell’immobile dopo aver regolarmente partecipato all’asta giudiziaria, facendo di conseguenza in modo che gli eredi Guarascio ne rientrino in possesso alla stessa cifra a suo tempo stabilita all’asta, facendosi tuttavia carico anche delle spese fin qui sostenute dal mio cliente. Al momento sono in corso passaggi delicati – conclude il legale – con gli organi statali». La casa fu acquistata per una somma pari a 29 mila euro, molto meno rispetto al reale valore di mercato.

La schiarita nella vicenda si era avuta grazie all’intermediazione fondamentale del prefetto Annunziato Vardé, che aveva convocato in incontro in prefettura tra le parti in causa. Non a caso l’ufficiale giudiziario che doveva occuparsi della notifica di sfratto aveva fatto dietrofront per ben tre volte da ottobre a oggi, anche grazie al sostegno del movimento dei Forconi alla famiglia Guarascio, composta dalla moglie, dalle due figlie femmine e dal figlio maggiore maschio del muratore che si diede fuoco in quel drammatico 14 maggio 2013, morendo circa una settimana dopo in ospedale per le gravissime ustioni riportate su quasi tutto il corpo. Un autentico dramma della disperazione che, almeno, non risulterà vano, anche se è una magra consolazione per una famiglia che resterà per sempre segnata dal dolore.

Se la vicenda sta quindi ricomponendosi sotto questo aspetto, dal punto di vista giudiziario è invece tutta un’altra storia. Il processo penale vede indagate 3 persone per i reati di turbativa d’asta ed estorsione: si tratta del neo proprietario della casa, difeso dal già citato avvocato Carmelo Scarso, di un legale difeso dal collega Daniele Scrofani e di un commercialista assistito dall’avvocato Santino Garufi. I tempi processuali, come si sa, sono abbastanza lunghi ma nelle more si sta almeno risolvendo nel migliore dei modi la vicenda più delicata, che, altrimenti, avrebbe reso inutile l’estremo sacrificio del muratore, divorato dalla disperazione della quasi certezza di vedere lui e la sua famiglia sbattuti fuori da quella stessa casa che aveva costruito mattone su mattone. Alla fine, in questo caso, è dunque prevalso il buonsenso, seppure ad un prezzo altissimo.