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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 622
VITTORIA - 05/11/2015
Attualità - Incontro in commissariato tra le parti per un accordo al fine di evitare il provvedimento giudiziario

Famiglia Guarascio resta a casa, lo sfratto slitta al 18

Chi ha acquistato la casa ha chiesto 40 mila euro alla famiglia Guarascio che ora dovrà decidere sul da farsi Foto Corrierediragusa.it

Slitta a mercoledì 18 la decisione sul futuro della casa di proprietà del compianto Giovanni Guarascio. L´ufficiale giudiziario non si è presentato nella casa di via Brescia (foto: Franco Assenza) dove tuttora vivono i familiari del 64enne muratore che il 14 maggio del 2013 si diede fuoco, morendo, per non vedersi mettere all´asta la propria abitazione. L´autorità giudiziaria ha concesso altre due settimane di tempo per addivenire ad un accordo tra chi la casa ha comprato grazie all´asta e chi, i Guarascio, vorrebbero a tutti i costi conservarla. Un incontro tra le due parti si è tenuto in commissariato per tentare un compromesso. Chi ha acquistato la casa ha chiesto 40 mila euro alla famiglia Guarascio che ora dovrà decidere sul da farsi perchè l´alternativa potrebbe essere lo sfratto.

La figlia di Giovanni Guarascio, Martina, ha detto: "Vogliamo salvare a nostra casa a tutti i costi anche in onore della memoria di nostro padre. Lui ha perso la vita e noi attendiamo ancora giustizia. Siamo una famiglia distrutta ma vogliamo andare avanti nella nostra battaglia". Il "comitato per la sospensione e la riforma delle aste giudiziarie" era presente ed ha tenuto un profilo basso proprio per rispetto della famiglia fuggendo da una logica di spettacolarizzazione del fenomeno. Dice Marcello Guastella: "Le parti hanno dato un segnale di ricomponimento e solidarietà che serva alla famiglia ed alla comunità tutta. Più volte abbiamo evidenziato che la norma prevista dal codice si procedura civile è da rivedere alla luce delle mutate condizioni economiche e sociali, una norma che in virtù degli eccessivi ribassi d´asta non consente al creditore di rientrare del credito ed altresi non consentendo al debitore di colmare il debito generando momenti di conflittualità".