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VITTORIA - 23/09/2015
Attualità - Si era presentato l’ufficiale giudiziario

Niente sfratto per la famiglia Guarascio

Guastella: "Per il momento è prevalso il buonsenso ma noi non ci fermiamo" Foto Corrierediragusa.it

Niente sfratto per la famiglia Guarascio, almeno fino al 5 novembre. Lo rende noto il «Comitato per la riforma e la sospensione delle aste giudiziarie» che ha voluto essere vicino alla famiglia Guarascio in segno di solidarietà per quanto accade in queste ore. Oggi era previsto l´immissione in possesso del nuovo proprietario e nell´immobile di via Brescia si era presentato l´ufficiale giudiziario per sfrattare il nucleo familiare vittoriese (foto). Il comitato ha voluto mantenere i toni bassi auspicando che il buon senso possa prevalere ed in effetti si è ottenuto, come accennato, un rinvio al 5 novembre nelle more della pronuncia del giudice riguardo alla richiesta di sospensione della procedura. «Il rinvio ci lascia con l´amaro in bocca visto il breve lasso tempo concesso – dice il coordinatore del comitato Marcello Guastella – e pertanto chiediamo che la procedura venga sospesa in attesa della definizione del processo, questo a garanzia di tutti. Il caso Guarascio – prosegue Guastella – segna uno spartiacque tra quelle che sono le rivendicazioni della comitato, delle famiglie, delle imprese e le istituzioni, una forzatura nella procedura non farebbe altro che scavare un solco ancora più profondo nel contesto sociale e politico che viviamo, dove da una parte sempre in atteggiamento auto referenziale vi è la politica sorda e dall´altra vi è la popolazione che non ha soluzioni nell´affrontare l´emergenza economica. Ci opporremo invocando la mobilitazione di massa perché la famiglia Guarascio non venga sbattutta fuori casa e ci stiamo attivando – conclude Guastella – affinché si possa trovare una soluzione che possa garantire la famiglia ed il nuovo proprietario».

Come si ricorderà, Giovanni Guarascio, muratore vittoriese di 64a anni, si suicidò dandosi fuoco nel maggio 2013 per non farsi togliere la casa di via Brescia messa all’asta e comprata per 29 mila euro da Orazio Sciagura. L’avvocato Aurora Di Mattea, che difende la famiglia Guarascio, spera di ottenere la sospensione dell’esecuzione dell’immobile in attesa che si concluda il processo penale che vede indagate 3 persone per i reati di turbativa d’asta ed estorsione: si tratta del neo proprietario della casa, difeso da Carmelo Scarso, di un avvocato difeso dal collega Daniele Scrofani e di un commercialista difeso dal’avvocato Santino Garufi.