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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:05 - Lettori online 1339
VITTORIA - 26/07/2008
Attualità - Vittoria - Presentato a Scoglitti il libro d’esordio di Riccardo Arena

Vittoria: "Quello che veramente ami"

La ricostruzione passionale degli anni di piombo visti dal cronista Foto Corrierediragusa.it

Una forte connotazione col territorio, una rivisitazione dei luoghi vittoriesi cari al protagonista e una ricostruzione passionale degli anni di piombo: dal 1968 al 1977 al 1992 con l’uccisione del giudice Falcone. Sono i motivi che reggono la struttura del primo romanzo di Riccardo Arena, cronista di giudiziaria del Giornale di Sicilia, che debutta come scrittore con «Quello che veramente ami».

Il libro è stato presentato a Scoglitti per iniziativa del comune di Vittoria e dell’Assostampa Ragusa e la scelta non è stata casuale perché Riccardo Arena ha origini vittoriesi e il romanzo è ambientato proprio nei luoghi ipparini perché il protagonista lascia Vittoria negli anni della contestazione studentesca per trasferirsi a Milano per poi farvi ritorno quando in Sicilia fa capolino la stagione delle stragi di mafia.

Il libro presentato dal giornalista dell’Ansa Lirio Abbate, sotto scorta per le minacce non troppo velate ricevute dalla mafia, è uno spaccato generazionale sugli anni di piombo vissuti in Italia. I protagonisti del libro attraversano il 1977, in cui si diventava «fasci» o «compagni» per valutazioni spesso non politiche: per essere nati in un quartiere o in un altro, per conquistare una ragazza. E ci si metteva in gioco, portando in piazza sentimenti capaci anche di slanci di solidarietà.

Gli anni ?70 non furono solo anni maledetti, perché alla fine, come il protagonista del romanzo, si poteva arrivare a non capire più se si era comunisti o fascisti, ma si aveva la coscienza di avere a che fare con le contraddizioni di un paese, di vivere emozioni collettive. Il finale collettivo è, se non lieto, almeno consapevole, poiché un pezzo di gioventù si ritrova ad essere adulta e affrontare il resto della vita senza essere cresciuta solo a Subbuteo e happy days. Ed è quello che Abbate denuncia: «C’è un impoverimento culturale delle nuove generazioni che fa paura, manca quella forte idealità che invece ha contraddistinto quegli anni».

Riccardo Arena ha raccontato la genesi del romanzo e il sindaco di Vittoria Nicosia ha trovato entusiasmante «un romanzo che fa della sicilianità la sua forza».

(Nella foto da sx il giornalista Lirio Abbate, lo scrittore giornalista Riccardo Arena, autore del libro, il segretario dell´assostampa di Ragusa, Gianni Molè)