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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 692
VITTORIA - 01/02/2015
Attualità - Il sindacato degli artigiani denuncia ritardi insopportabili

Autoporto Vittoria chiuso con il lucchetto: non se ne può più

Sarebbe un’opera di vitale importanza per lo sviluppo economico se collegata al porto di Pozzallo e all’aeroporto di Comiso Foto Corrierediragusa.it

Altro che apertura già dal 2013, l´autoporto di Vittoria è ancora ben chiuso con tanto di lucchetto al cancello (foto)! A farsi carico dell’ennesima denuncia, ancora la Cna, il sindacato degli artigiani. «Autoporto di Vittoria, siccome immobile- scrive il sindacato di Vittoria- mentre sentiamo parlare, giustamente di rilancio dell´aeroporto di Comiso con l´avvio del progetto cargo, proposta che vedrebbe l´autoporto come struttura fondamentale per la logistica del trasporto merci; intanto che la Regione ha deciso, con fondatezza, di rilanciare il porto di Pozzallo, stanziando 231 milioni di euro per migliorare la struttura che dovrebbe «dialogare» proprio con l´autoporto, così come stabilito dall’allora accordo di programma quadro Stato-Regione sul trasporto e la logistica; qui non si riesce a comprendere né con giustezza né con fondatezza, come mai tutto questo ritardo per terminare un´opera strategica per la città e per tutto il territorio ibleo».

Vittoria vanta un’alta percentuale di lavoro sul gommato su scala nazionale. «In quest´area l’autotrasporto è legato alle produzioni ortofrutticole, cerca nel trasporto combinato strada-mare tutte le alternative al caro gasolio, ai ritardi agli imbarcaderi di Messina e alle strozzature nella Salerno-Reggio Calabria. Tanti non sanno nemmeno cosa sia l´autoporto e a cosa serva. Molti, in silenzio, la ritengono un´opera inutile, per questo non viene considerata, difesa e di conseguenza ignorata».

La foto del lucchetto sul cancello, alla Cna brucia. «Pensiamo che l´Amministrazione comunale, su tale preciso problema, debba svegliarsi e mettersi finalmente in moto. Noi vogliamo ribaltare questa situazione ma vogliamo anche capire se dobbiamo farlo da soli oppure avendo accanto le istituzioni cittadine».