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VITTORIA - 28/12/2014
Attualità - Nuovo appello di mamma e papà affinché il delitto non resti impunito

Il grido di dolore dei genitori di Ivano: "Giustizia"

Gli inquirenti non hanno smesso di indagare
Foto CorrierediRagusa.it

A distanza di due anni potrebbe già classificarsi come uno di quei delitti che si definiscono impuniti. Senza un movente e senza un assassino. Di sicuro c’è solo la vittima, Ivano Inglese, 32 anni, postino part-time dopo il pensionamento del padre, incensurato, sconosciuto totalmente alle forze dell’ordine. Di certo c’è anche che le indagini non si sono fermate, anche se quando chiedi novità al vice questore Rosario Amarù la risposta è sempre la stessa: «Nessuna, si indaga sempre». Due anni dopo l’omicidio avvenuto nel mezzo di un impianto serricolo di contrada Pozzo Ribaudo, i genitori di Ivano, Ornella e Giovanni, lanciano il secondo appello durante la festa di Natale, sperando di trovare un po’ di tenerezza e tanto rimorso nel cuore del killer o del mandante affinché dia notizie sul perché è stata recisa la vita in maniera drammatica di un giovane che con la mala non aveva nulla a che fare. Ma la risposta all’accorato appello, finora è solo il silenzio. Il giovane vittoriese è stato trovato a terra privo di vita, sul ciglio della strada in contrada Pozzo Ribaudo, colpito a morte da colpi di pistola calibro 7,65, accanto all’inferriata che delimita una serra che il giovane, ancora vivo, aveva appena scavalcato inseguito dal sicario. Nella caduta s’è fratturato la caviglia rimanendo immobile fino all’ultimo respiro. Circa 10 i fori in entrata e in uscita sulla cassa toracica.

Dal lavoro investigativo finora non sono emersi elementi di novità tali che possano indirizzare verso una pista ben precisa. Ma le idee gli inquirenti ce l’hanno abbastanza chiare, anche se per mancanza di certezze non possono chiudere il caso. Esclusa la pista passionale e quella della rapina (nelle tasche del giovane sono stati ritrovati 400 euro che i sicari non hanno toccato), gli investigatori setacciano l’attività lavorativa che Ivano Inglese svolgeva all’ufficio postale di via Giacomo Matteotti. Di quale settore si occupava, con chi aveva rapporti esterni per motivi di lavoro? Effettuava pagamenti? Verso questa direzione sono concentrate le attenzioni degli inquirenti. L’impressione è che passerà ancora tempo, ma alla fine il «giallo» sarà risorto, con la convinzione che qualcuno responsabile dell’omicidio finirà sotto processo per essere giudicato.

Anche il sindaco Giuseppe Nicosia ha raccolto il grido di dolore dei genitori di Ivano. «C´è un omicidio irrisolto dove un giovane incensurato, non sospettato di nulla, anzi con un´ottima reputazione, è scomparso sotto una falcidia di colpi e con modalità e moventi ancora tutti da definire. Non si può che dare risposte e solidarietà a dei genitori che, ancora oggi, non solo debbono scontare il dolore della perdita tragica di un figlio, ma anche, e soprattutto, non sanno nulla e non hanno alcuna notizia. Penso che, con il massimo rispetto per la Procura e le forze dell´ordine che, sono certo, stiano indagando, così come hanno fatto in altri casi, a 360 gradi e mi auguro che arrivino a soluzioni; ma la cosa più importante è che non può essere che nessuno abbia visto nulla e non ci siano collaborazioni su una cosa del genere. Non solo l´appello all´assassino che, come è ovvio, rischia di cadere nel vuoto; ma l´appello a chiunque sappia qualcosa o abbia visto anche dei particolari, a collaborare su un omicidio ignobile».

Nella foto Ivano Inglese e i genitori