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VITTORIA - 26/11/2014
Attualità - Le sue condizioni di salute si erano improvvisamente aggravate un mese fa

Lutto per la scomparsa di Neli Giudice

Negli ultimi anni della sua vita s’è dedicato alla cultura come poeta, scrittore e saggista. Aveva accettato un’intervista televisiva che avremmo pubblicato anche sul nostro sito. Il precipitare delle sue condizioni di salute non ci hanno dato il tempo. Giovedì pomeriggio i funerali nella chiesa di San Giovanni Foto Corrierediragusa.it

E’ morto Neli Giudice, patrimonio culturale della città di Vittoria e dell’intera provincia. Un punto di riferimento etico e morale per chi, come me, ha avuto la fortuna di conoscerlo dagli inizi degli anni ’80. Gli ideali politici in quegli anni erano sorretti da uomini sicuramente dotati di maggiore spessore civico e più votati al bene collettivo che a quello personale. E Neli Giudice erano uno di questi. Emanuele Giudice è stato, oltre che punto di riferimento essenziale per la Democrazia cristiana (sinistra di base) locale e nazionale (componente del Consiglio nazionale), amministratore pubblico negli anni ‘80/90. Vice sindaco di Vittoria, consigliere comunale, consigliere provinciale e presidente della Provincia, manager dell’Asl di Siracusa. «Non votatelo, è filo comunista»- dicevano ai tempi del manicheismo Dc-Pci i suoi «amici» di partito (che nel 1993 sarebbero diventati i primi alleati del Pds) per impedire che diventasse deputato della Repubblica o venisse eletto all’Ars. Un uomo coerente con le sue idee, per le quali sacrificava egoismo e ambizioni personali.

La vita di Emanuele Giudice si racchiude in due fasi: quella politica e quella intellettuale. E’ nella seconda che egli manifesta la sua dirompente forza creativa come poeta, scrittore e saggista. Moltissimi i testi letterari che ci lascia, significativo quel breve saggio intimistico «E venne il tempo dei gabbiani stanchi» (2004) in cui Emanuele racconta il dolore personale mentre s’appresta a varcare l’ingresso della sala operatoria per affrontare un intervento chirurgico al cuore dal quale pensa di non uscire vivo. Sdraiato sulla barella, ascolta medici e infermieri che parlano con impressionante cinismo del più e del meno mentre lo consegnano al bisturi, ripercorre la sua vita prima di imboccare una strada che immagina senza ritorno. Da quel tunnel Neli Giudice invece esce con grande gioia di vivere e maggiore forza intellettuale.

La scomparsa di Neli Giudice rende di certo più povera la città di Vittoria. Le sue condizioni di salute sono peggiorate improvvisamente in maniera da non consentire che raccontasse in una breve intervista televisiva, ai suoi cari e ai tanti amici che l’hanno voluto bene, gli ultimi 50 anni di vita politica e le esperienze umane e culturali vissute. L’ultima volta che ero andato a trovarlo, un mese fa, aveva accettato l’intervista. Ha chiesto che domande avrei fatto. Etica, politica, cultura, eutanasia, immigrazione, diritti dei più deboli, i temi a lui tanto cari. La prima domanda sarebbe stata questa: «Se un oracolo ti avesse detto che oggi saremmo stati governati da questa classe politica, gli avresti creduto?» Ha abbozzato un sorriso alla sua maniera e con l’ineffabile ironia che lo contraddistingueva m’ha risposto: «Mi fai una domanda blasfema…. C’è tanto da dire… Va bene, accetto, ne parliamo durante l’intervista. Ti aspetto per sabato 8 novembre di pomeriggio, meglio verso le 16, dopo il mio rituale riposino.

E’ questo il cruccio che mi porto dentro: non avere avuto il tempo di farlo parlare. Avevamo già concordato, grazie anche al figlio Gianni, l’incontro, ma proprio mentre stavamo per raggiungerlo a casa con il cameramen Gianluca Salvo, le condizioni di Neli si sono aggravate. E siamo tornati indietro. E’ doloroso adesso tornare a casa sua e vedere la luce dei suoi occhi spenta per sempre.

L’Ufficio diocesano per le Comunicazioni Sociali e la redazione di Insieme ricordano con ammirazione e gratitudine l’avvocato Emanuele Giudice per il suo significativo impegno, che lo vide tra i primi e più qualificati collaboratori di Insieme fino ai tempi più recenti. Egli costituisce esempio di integrità morale, generosità politica ed impegno di servizio culturale per tutta la Chiesa diocesana e la società iblea.

I funerali si svolgeranno giovedì pomeriggio presso la Basilica di San Giovanni Battista. Alla professoressa Laura Cannizzaro, ai figli Marina, Eliana e Gianni, le condoglianze della redazione di Corriere di Ragusa.