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VITTORIA - 11/11/2014
Attualità - Molti gli eventi collaterali nella sala convegni della campionaria

L’agricoltura ai tempi della crisi, convegno 48ma Emaia

Presenti Mariano Ferro, Vanessa Ferreri e l’assessore Gianni Caruano Foto Corrierediragusa.it

«L’agricoltura ai tempi della crisi economica», è stato uno dei tanti convegni della Fiera Emaia. organizzato dal Movimento per i diritti agricoli. Al dibattito, moderato dalla giornalista Nadia D’Amato, sono intervenuti: Giovanni Caruano, assessore all’Agricoltura e Mercati di Vittoria; Vanessa Ferreri, deputato M5S all’Ars; Mariano Ferro (foto), presidente del Movimento dei forconi; Rosario Giudice, presidente del Movimento per i diritti agricoli. Secondo Giovanni Caruano, «si è trattato di un convegno importante, perché segna un momento di riflessione che coinvolge tutto il territorio. Naturalmente, uno degli obiettivi è creare, innanzitutto, l’unità delle piattaforme e l’unità delle organizzazioni di categoria, per chiedere interventi concreti sia al governo regionale sia al governo nazionale. Da troppo tempo l’agricoltura è, in qualche modo, preda della globalizzazione senza regole che, purtroppo, stiamo subendo a causa degli accordi euro-mediterranei, senza nessuna misura di ristoro per le nostre realtà».

Per Vanessa Ferreri, «la nostra economia è basata sull’agricoltura. Che rappresenta la principale fonte di reddito del territorio ibleo. In questa fase, purtroppo, numerose aziende stanno chiudendo. L’accesso al credito è bloccato. Gli agricoltori non riescono più a comprare neppure i semi da piantare. È necessaria una riforma in favore dell’agricoltura. Subiamo l’arrivo dei prodotti dall’estero. Io penso che la crisi debba essere combattuta a partire dalla tutela del prodotto locale».
Per Mariano Ferro, «in questo momento viviamo una guerra economica. I paesi emergenti stanno massacrando l’Occidente ricco. Perché il Nord Africa acquisisce professionalità e terreni, anno dopo anno. Se il governo nazionale non cercherà di vincere, perderemo la guerra dello sviluppo. E per vincere, esiste solo una strada: difendere il made in Italy. Non si può fare altrimenti».