Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:51 - Lettori online 1040
VITTORIA - 11/10/2014
Attualità - Interviene il presidente regionale di Assipan Sicilia

Dibattito aperto sulla panificazione domenicale

Per Salvatore Normanno "Il pane di domenica non salverà l’Italia dalla crisi" Foto Corrierediragusa.it

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, ma la domenica no, mangeremo quello del giorno prima... Dopo 16 anni, tanti ne sono passati da quel 31 marzo 1998, giorno della liberalizzazione delle aperture domenicali, voluta dal decreto Bersani, l’Assipan Sicilia rimette in discussione la norma legislativa e riapre il dibattito sulla panificazione domenicale. Non ne vale la pena, chi pensava di incassare qualcosa di più lavorando nel giorno consacrato dal Signore, ha fatto male i conti. Non conviene. E’ il ragionamento che Salvatore Normanno (foto), presidente regionale di Assipan Sicilia sta cercando di far capire ai colleghi panificatori della Sicilia e di tutta Italia.

«Il pane di domenica non salverà l’Italia dalla crisi. Cosa più grave – afferma Normanno– è l’aver dimenticato, di botto, la lotta sindacale dei loro padri. Nel nostro Paese, su questa tematica, sia in politica che nel sindacato, si continuano a registrare ambiguità che fanno male al comparto e che non hanno dato alcuna risposta legislativa. Oggi, Assipan Sicilia si pone una domanda politica: perché i panifici devono stare aperti 365 giorni all’anno? Tutti hanno risposto: è l’Europa che lo chiede, stare chiusi la domenica fa parte del passato. Il tempo è galantuomo. Le argomentazioni sindacali di Assipan Sicilia sono fondate e sono attuali».

Insomma, dopo circa un ventennio quella norma liberatoria viene rimessa in discussione. E il dibattito parte da Vittoria, città del presidente regionale dei panificatori. Per capire meglio cosa conviene fare, la Camera dei deputati ha posto un quesito al Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro) il 18 dicembre 2013. A conti fatti, aprire la domenica ai panificatori non conviene. Il Cnel suggerisce ai deputati che un assetto regolatorio, una nuova legislazione, non contaminata da una esasperante competizione di mercato, che tenga conto delle fragilità delle pmi, che le supporti attivamente, darebbe nuovamente alle piccole e medie imprese quella forza che avevano un tempo, che si traduce, anche oggi, in un contributo sostanziale al Pil italiano.

«Anche l’assessore regionale delle Attività Produttive, Linda Vancheri – dice ancora Normanno – ha giudicato positivo il Disgeno di legge n. 1 «Nuove norme in materia di panificazione», nel corso di un incontro in assessorato con tutte le organizzazioni datoriali e sindacali. Il Ddl appena approvato dall’Assemblea Regionale sarà inserito nel Testo unico delle attività produttive (Tuap). Un’ultima considerazione: facendo una analisi economica si comprende benissimo che stare aperti 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno, è una imposizione di una strategia di natura economica e finanziaria».