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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:38 - Lettori online 684
VITTORIA - 13/06/2008
Attualità - Vittoria- Il sindaco Nicosia ottiene la sospensiva dal Tar

Bloccate le trivellazioni della Panther Eureka a Serra Grande

Il tribunale entrerà nel merito il 9 ottobre. Nicosia: «Una sonora sberla a chi ci ha definiti comunisti e pretestuosi» Foto Corrierediragusa.it

«Una sonora sberla a chi ha definito le nostre ragioni pretestuose». Batte forte, tagliente e violento il sindaco di Vittoria dopo la positiva ordinanza del Tar che sospende le trivellazioni. La piattaforma di cemento armato costruita nel cuore dei monti Iblei dai tecnici della Panther Eureka resterà ferma almeno fino al 9 ottobre 2008. Per quella data il Tar di Catania, prima sezione, presidente Vincenzo Zingales, ha fissato la trattazione nel merito del ricorso presentato dal Comune.

I giudici del Tribunale amministrativo hanno anche nominato due consulenti tecnici per la valutazione dei rischi di abbassamento e/o inquinamento della falda acquifera della sorgente di Sciannacaporale. Il Comune incassa questa prima vittoria giudiziaria e nomina, da parte sua, un consulente di livello universitario che si affianchi al lavoro già svolto- «ottimo»- dice il sindaco Nicosia- dal geologo La Pegna e chiarisca ulteriormente le perplessità e le ragioni che già, dal punto di vista giuridico, hanno ricevuto il consenso della magistratura.

La protesta clamorosa del comune di Vittoria è iniziata nel mese di aprile, qualche giorno prima dell’avvio delle trivellazioni di contrada Serra Grande, nel pozzo denominato «Gallo Sud 1», auorizzate dal precedente governo regionale, precisamente dall’assessore Rosanna Interlandi, espressione Mpa. Tra quella fase e questa prima sospensione ufficiale del Tar ci sono state delle schermaglie dialettiche ora accese, ora più pacate, con mediazioni di esponenti politici di primo piano (Riccardo Minardo) per convincere le parti a concretizzare una transazione onorevole e vantaggiosa per il Comune di Vittoria, in cambio del via libera alle trivellazioni.

Niente da fare, Giuseppe Nicosia ha intrapreso la posizione della fermezza e si è dimostrato irremovibile, affidando ai legali Angela Bruno e Carmelo Giurdanella il compito di difendere gli interessi della città in tutte le sedi giudiziarie. Ieri la prima vittoria, che il sindaco definisce «risultato strorico».

«L’ordinanza del Tar di Catania ?afferma il sindaco- dimostra che le nostre non erano motivazioni populistiche o demagogiche. Chi ci ha attaccato, in questi mesi, definendo la nostra battaglia «comunista e di retroguardia» (Alessandro Pagano, ndc) e chi ha definito le nostre ragioni «pretestuose e atte a nascondere i problemi politici di Vittoria», con il provvedimento della prima sezione del Tar riceve una sonora sberla».

Fra i motivi evidenziati dal Comune di Vittoria, il mancato coinvolgimento preventivo del Genio civile e dell’Arpa, che avrebbero dovuto esprimere il loro parere, vincolante e obligatorio, sui pericoli o meno derivanti dalle trivellazioni vicino le falde acquifere del pozzo di Sciannacaporale, pozzo che disseta la città di Vittoria.

«Rivolgo un ennesimo appello- conclude Nicosia- agli enti che hanno concesso autorizzazioni e pareri, affinché tornino indietro e rivedano le posizioni espresse, evitando che questa battaglia giudiziaria vada oltre e riconoscendo la fondatezza della prevalenza dell’interesse pubblico all’acqua rispetto all’interesse economico della commercializzazione del gas ad opera di una ditta privata. Non è più il tempo delle soluzioni salomoniche; questo è il tempo di assumere decisioni, prima che la giustizia evidenzi eventuali responsabilità».