Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:16 - Lettori online 1122
VITTORIA - 02/07/2014
Attualità - Questione stabilizzazione sfocia in vicenda giudiziaria

"Perchè siamo stati rinviati a giudizio"?

Gli interessati ci tengono a spiegare i fatti e perché si ritrovano oggi nella veste di indagati Foto Corrierediragusa.it

"Perché siamo stati rinviati a giudizio…?" Tre avvocati, due ex assessori, uno ancora in carica: Piero Gurrieri (foto), Rosario Lo Monaco e Mario Mascolino dovranno comparire in giudizio nel mese di dicembre insieme al sindaco Giuseppe Nicosia e ai quattro dipendenti stabilizzati. La buccia di banana se la trovarono sotto i piedi alla prima delibera di giunta, 23 giugno 2011. Bastò la presenza in giunta, la notizia della stabilizzazione, seguirono le polemiche politiche, loro presero le distanze da quell’atto pubblicamente, scrivendo al sindaco per chiedere spiegazioni sulla legittima dell’atto e la risposta di Nicosia fu questa: "Al sindaco si scrive per annunciare le dimissioni…".

Piero Gurrieri e i suoi colleghi ci tengono a spiegare i fatti e perché si ritrovano oggi nella veste di indagati, magari esposti a facili critiche di chi sa poco della vicenda oppure ci guazza per vantaggi politici (vestendo il saio del verginità in una città dove chi era senza tessera politica o non aveva fatto gavetta per un partito non trovava mai un posto al comune). E allora leggiamola tutta la nota che ci hanno mandato Gurrieri, Lo Monaco e Mascolino, con la quale si aggiungono ulteriori elementi al dibattito, magari un po’ tecnici, ma meritevoli di rispetto.

"Sentiamo il dovere-scrivono- di comunicare ai cittadini che saremo sottoposti ad un processo penale per la stabilizzazione di alcuni dipendenti, nonostante nessuno di noi tre abbia partecipato all’iter che, prima dell’insediamento della Giunta della quale siamo stati chiamati a far parte, e addirittura del turno elettorale di ballottaggio, ha condotto alla sottoscrizione di accordi di conciliazione, costituenti titoli esecutivi al pari di una sentenza definitiva, tra tali dipendenti e il Comune".

Il processo si svolgerà entro la fine dell’anno, salvo rinvii (non si sa mai), come lo affrontano i 3 avvocati difesi, stavolta, da altri avvocati? "Saremo sottoposti al processo solo per essere stati correttamente presenti alla prima Giunta del 23 giugno 2011 (la prima Giunta dopo l’elezione del Sindaco) e per aver adottato una delibera, predisposta dal dirigente del personale e corredata da parere del segretario generale, il cui oggetto era la presa d’atto di quell’accordo di conciliazione".

Ma cosa vorrà accertare il giudice, che ancora no sa, prima di emettere una sentenza positiva o negativa per loro? "La funzione del dibattimento è approfondire le posizioni di quanti sono stati chiamati ad esserci. Una sentenza farà chiarezza su tutta questa vicenda: siamo quindi assolutamente sereni. E’ anche necessario dare una corretta informazione ai cittadini, in modo che non siano confusi anche da denunce temerarie e strumentali, tanto più che, da amministratori e da professionisti riteniamo di aver sempre tenuto una condotta all’insegna della legalità. Riteniamo quindi nostro dovere affermare che, quanto meno la nostra particolare posizione, peraltro nota a tutti per essere stata da noi pubblicamente esternata all’epoca dei fatti, era suscettibile di essere chiarita in esito all’udienza preliminare, se non addirittura prima di essa. Gli elementi in possesso del Giudice di tale udienza erano infatti chiarissimi riguardo la nostra posizione, e quindi ci è apparso eccessivo che non si sia potuto prescindere da un giudizio, anche se finalizzato, secondo quanto sottolineato dal Giudice, all’approfondimento di ogni singola posizione.

Chiediamo però la celebrazione di un dibattimento rigoroso e celere. Infatti, scrivere la verità processuale sulla vicenda significa ripristinare condizioni di totale serenità e credibilità. Riponiamo sempre piena fiducia nella magistratura, ma siamo altrettanto convinti che spetta innanzitutto alla politica affermare principi di legalità nel rispetto del bene comune e della credibilità delle istituzioni".


c´è o non c´è l´abuso?
02/07/2014 | 3.27.50
marcotullio

Dicano gli interessati se c´è o non c´è l´abuso, e da parte di chi. Il resto è fuffa.