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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:21 - Lettori online 1053
VITTORIA - 02/07/2014
Attualità - Il titolare aveva saldato un conto mensile di 10mila 946 euro per oneri previdenziali

Inps chiede ad azienda 3 centesimi!

Viene naturalmente da chiedersi quanto sia costato all’istituto previdenziale, in termini di tempo, di impiego di risorse umane, di carta, di affrancatura, recuperare la misera somma. La nota di precisazione dell’Inps Foto Corrierediragusa.it

Sarà un caso limite ma non per questo è meno indicativo di una burocrazia lontana dalla vita reale e perlomeno perditempo. E´ successo ad una azienda vittoriese che ha saldato un conto mensile di 10mila 946 euro per oneri previdenziali. Con grande stupore il titolare del´azienda si è visto notificare dall´ Inps di Ragusa una nota per il mancato pagamento di 0,03 centesimi, equivalente, come recita la lettera a firma del direttore della sede provinciale. Il mancato pagamento dei 3 centesimi comporterà una sanzione di 30,02 euro che sono frutto, come calcolato dai solerti uffici, di 16 giorni di ritardato versamento al tasso del 6,25 per cento che a fin dei conti assomma a 29,99 euro per cui l´azienda dovrà provvedere entro il 23 di questo mese a versare i 30,02 euro dovuti per non incorrere in ulteriori sanzioni. Qualora l´azienda ritenesse troppo oneroso l´importo da pagare può ricorrere ad una rateizzazione o, in caso contrario, l´Inps procederà con una procedura esecutiva affidata all´ Agente delle Riscossioni.

Fin qui i fatti e viene naturalmente da chiedersi quanto sia costato all´Inps, in termini di tempo, di impiego di risorse umane, di carta, di affrancatura, recuperare i miseri 3 centesimi che l´azienda vittoriese, con fatturato di centinaia di miglia di euro, ha omesso di versare evidentemente per un errore materiale o soltanto per una distrazione del suo contabile. Storia di ordinaria burocrazia in un Paese che di semplificazione e celerità nelle pratiche, di servizi al cittadino, soprattutto se ligio e puntuale come nel caso dell´azienda vittoriese, avrebbe grande bisogno.

La storia suscita prima un sorriso e poi amarezza perchè le vittime sono non solo il contribuente ma anche funzionari e personale di un ente che deve uniformarsi a regole stringenti ed inflessibili per non incorrere a loro volta in sanzioni nei propri confronti per non avere provveduto a riscuotere un credito di 0,03 centesimi.

La replica dell’Inps
Si precisa che la sanzione di 29,99 euro scaturisce dal ritardato pagamento dell’importo di 10 mila 946 euro, che il titolare della ditta o il consulente delegato avrebbe dovuto pagare entro il 16 gennaio 2014 e non il 1 febbraio 2014 (16 giorni di ritardo). L’importo minimo che fa scattare l’addebito è di 10,33 euro (stabilito da norme che l’Inps è tenuto a rispettare come tutti gli enti della Pubblica amministrazione). La contestazione evidenziata nel suddetto articolo era stata già segnalata dal consulente, il quale è stato immediatamente informato della correttezza dell’atto amministrativo tramite i canali istituzionali. Tanto si doveva per precisare e chiarire un episodio che non nasce dall’accanimento nei confronti del contribuente, ma dal mancato rispetto di scadenze che generano gli addebiti e le sanzioni previste dalla legge.