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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:27 - Lettori online 781
VITTORIA - 14/06/2014
Attualità - Dalla Manica alla Fontana della Pace, attraversando mezza Europa in bici

FOTO - Da Inghilterra a Vittoria in bici

Il tour ciclistico solitario del vittoriese è cominciato il 12 maggio ed è finito il 2 giugno. In Inghilterra ha fatto il pizzaiolo, ma in Australia andrà a fare l’elettricista. «Mi sento uno spirito libero»- racconta il protagonista
Foto CorrierediRagusa.it

Ventuno giorni e 20 notti, per compiere 3.900 chilometri a bordo di una scomoda sella da bicicletta da corsa, partenza da Carlisle (Nord Inghilterra) alle ore 10 del 12 maggio, arrivo a Vittoria, Fontana della Pace, alle 19,30 del 2 giugno. Altro che giro d’Italia o tour di France, Stefano Bona (foto), ragazzo «avventuriero» vittoriese di 26 anni, il tour ciclistico personale se l’è fatto da solo attraversando 3 Stati, la Gran Bretagna, da dove è partito, la Francia e infine l’Italia. Senza che i genitori sapessero niente, «per farli stare tranquilli- confida il temerario ciclista- sapevano che ero andato a fare un viaggio in India e che sarei stato molto tempo fuori». Unico compagno di viaggio, un grosso zaino sulle spalle in grado di trasportare viveri, indumenti, pentole, un fornellino e un computer per comunicare con il resto del mondo. Stefano Bona, che non vuole essere chiamato avventuriero e neanche globe-trotter, ma semplicemente «spirito libero», ha compiuto un’impresa che sarà ricordata per tutta la sua vita. Un’impresa che vale la pena di raccontare, perché genuina, singolare, per certi versi spericolata e per altri anche pericolosa. Perché nell’attraversare da solo la Manica, un pezzo di Gran Bretagna, passando dal confine della Scozia, facendo tappe a Londra, Parigi, Lione, Marsiglia, porto Calais, e poi tutto lo stivale, non sempre si incontrano le persone giuste e disposte ad aiutarti in caso di bisogno!

In questo senso Stefano Bona è stato anche fortunato. Ha avuto paura quando ha lasciato Parigi, ma si è trovato nelle grazie di una famiglia francese che lo ha ospitato per una notte come fosse stato un parente stretto. «Dopo aver lasciato Parigi- racconta Stefano- ho rotto 3 raggi della bici e sono dovuto tornare indietro in cerca di qualcuno per ripararla. Era tutto chiuso e una famiglia mi ha ospitato dandomi da mangiare, il bagno per pulirmi e un letto dove dormire. Sono stati molto gentili e affettuosi, ci siamo scambiati i contatti, che purtroppo ho perso durante il resto del viaggio. Ora non so come ricontattarli. Come ho passato le altre 20 notti? Nelle grandi città andavo in albergo, nelle piccole mi accomodavo dentro la mia piccola tenda che portavo nello zaino».
Di sicuro, uno che compie un’avventura del genere ama la bicicletta. «Più che la bici- dice Stefano che in Inghilterra ha fatto il pizzaiolo- amo l’avventura. La bici è stato solo il mezzo per poterla compiere. Lo farò un’altra volta? Non credo, anche se la mia prossima tappa è l’Australia per lavoro. Lì ci andrò in aereo dopo l’estate, per fare l’elettricista, un mestiere che mi entusiasma».

All’arrivo a Vittoria è stata comunque una festa. Perché qualcuno dei suoi amici-complici sapeva dell’avventura e non l’aveva detto a nessuno. «Simone Carpenzano- rivela Stefano Bona- conosceva l’ora del mio arrivo e il posto. Alla Fontana della Pace ho trovato tanti amici ad attendermi con grande affetto. Poi a casa, tra la gioia e lo stupore dei miei genitori e dei miei due fratelli. Esperienza da ripetere? Due volte non ha più senso, per ora no, mi godo l’estate e poi volo in Australia per lavorare». Buona fortuna Stefano, anche se tornare dal nuovo continente su una due ruoti a pedale, nel caso ci volesse riprovare, sarà di sicuro molto più difficile e complicato.

Sotto le altre foto. Cliccateci sopra per ingrandirle