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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 1137
VITTORIA - 01/06/2014
Attualità - Nello Dieli lancia l’appello al Comune perché la struttura non venga distrutta e abbandonata

Ciò che resta della cooperativa "Rinascita"

Fondata da Pietro Gentile negli anni ’50, ha conosciuto lo splendore del boom economico, fatto grande la Vittoria agricola, per poi finire risucchiata dalla crisi. Fors’anche per cattiva gestione. La Gdf e la Procura indagano sulle procedure fallimentari della cooperativa
Foto CorrierediRagusa.it

I compagni comunisti che negli anni ’50 la battezzarono «Rinascita» sotto l’effetto del boom economico, come vessillo del «Rinascimento» agricolo vittoriese (1500 soci, 250 di dipendenti, due centri di stoccaccio e condizionamento per ortofrutta e fiori), hanno avuto buona intuizione. Ma non avrebbero mai immaginato che 60 anni dopo la gloriosa cooperativa «rossa» sarebbe stata travolta dal decadimento. Per sempre! Oggi è rimasto solo un rudere abbandonato (foto) in balia del degrado e dei vandali sempre in agguato. E c’è in atto un’indagine condotta dalla Guardia di Finanza sulle procedure fallimentari che va avanti da un paio d’anni, sulla quale la Procura della Repubblica mantiene il massimo riserbo. Le «fiamme gialle» vogliono capire tutti i passaggi del fallimento, del licenziamento di operai e dipendenti delle richieste di finanziamento regionale.

Sulla cooperativa fondata da pionieri dell’imprenditoria agricola come Pietro Gentile, i fratelli Bennici e Giovanni Di Stefano è calato il silenzio. Il fallimento e la disoccupazione di chi vi lavorava ha seppellito 60 anni di storia luminosa; resta solo l’indagine giudiziaria e un agglomerato di uffici e di capannoni in rovina in via Cultrone, alla mercé di ladri e vandali, come detto.

Ogni tanto qualcuno si ricorda che la cooperativa «Rinascita», serbatoio di consenso elettorale del Partito comunista di Vittoria, uno dei più forti in Italia, secondo solo a quello di Bologna, ha bisogno di essere preservata dall’incuria e si rivolge all’Amministrazione comunale. E’ quello che ha fatto da poco Nello Dieli, coordinatore di Patto per Vittoria. Qui la propaganda elettorale non c’entra, vale l’interesse per un sito che oltre a fare grande un partito è stato il fiore all’occhiello della Vittoria contadina dal 1960 al 2010, anno d’inizio del declino. Dopo il sindaco, in quegli anni, essere presidente della Rinascita era come fregiarsi del titolo di seconda carica politica della città.

Il compianto Giovanni Cannizzo, presidente comunista ma uomo leale e di grande apertura mentale, fu costretto a dimettersi per aver inviato un telegramma di congratulazioni a Saverio La Grua, che alle elezioni del 1994 diventò deputato nazionale battendo nel collegio 21 il candidato vittoriese Francesco Aiello!

Come finirà l’inchiesta di Procura e Finanza non possiamo saperlo, ma nell’intervento del Comune per bloccare lo scempio in atto in via Cultorne, ci speriamo. «Non è possibile- dice infatti Nello Dieli- che un’opera di questo tipo, strutturata con fondi pubblici possa essere lasciata così nella più totale noncuranza. Non è questo il modo di amministrare i soldi pubblici. Da qualche anno la struttura è deserta, senz’anima, in preda al degrado e ai vandali di turno che stanno depauperando l’intera costruzione. Inoltre, il cancello d’ingresso è completamente scollegato alla recinzione muraria, quindi, costituisce un serio pericolo per l’incolumità pubblica. Chiediamo all’Amministrazione comunale di farsi portavoce, nei confronti di chi ha la disponibilità del bene, a provvedere a metterlo in sicurezza e a preservare la struttura in tutte le sue parti. È un patrimonio importante che appartiene alla storia della città di Vittoria. Sarebbe un grave errore omettere ogni iniziativa volta a tutelare un bene importante realizzato con fonti pubblici che potrebbe essere utilizzato anche per altre finalità».